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pubblicato il 25/ago/2012 20:16

Crisi/ Governo vara agenda per ripresa ma non convince partiti

Bersani: Serve più concretezza. Pd boccia anche concorso scuola

Crisi/ Governo vara agenda per ripresa ma non convince partiti

Roma, 25 ago. (askanews) - Non hanno convinto nessuno le 18 pagine di 'Agenda per la ripresa' che ieri il governo ha pubblicato dopo un Cdm durato oltre sette ore. Poco conta che a sparare contro le tesi dei tecnici siano stati gli oppositori di Lega e Idv, secondo cui "le misure proposte sono acqua fresca" visto che stavolta "non è stato partorito neanche il canonico topolino". Nossignore: a non essere convinti, questa volta, sono i partiti della maggioranza, primo di tutti il Pd. "Quello di ieri è stato un Consiglio dei ministri più di intenzioni, alcune anche molto buone, che di decisioni", ma "per dare fiducia oggi bisogna metterci molta, molta concretezza" ha tuonato il segretario, Pier Luigi Bersani, aprendo la Festa Democratica al Campo Volo di Reggio Emilia. Non solo: "Ci vogliono tavoli per le crisi industriali - ha suggerito il segretario - bisogna dare un'occhiata alle piccole imprese, al sistema delle tariffe, alla benzina, alla lotta all'evasione fiscale. Bisogna vedere anche con le forze sociali e gli enti locali". E l'attuale esecutivo deve chiarire "come davvero fare una spending review, perché quella vista finora è solo in piccola parte una revisione di spesa". Se Bersani ha dato la stura, i suoi lo hanno seguito a stretto giro. Secondo il responsabile economico del partito, Stefano Fassina, "il documento programmatico del Governo contiene tante misure utili all'Italia. Tuttavia, la lunga agenda non riflette, né nell'ordine delle priorità, né nella direzione di marcia, la drammatica emergenza nell'economia reale, per le imprese e per il lavoro". Dure critiche anche all'ipotizzato concorso della scuola. "L'annuncio richiede un immediato chiarimento da parte del Miur: si intende dare vita ad un concorso che poi vedrà rinascere ulteriori graduatorie che resteranno in vita all'infinito?", si è chiesta Francesca Puglisi, responsabile Scuola dei democratici. Non si salva dalle critiche neppure il previsto decreto Sanità, nel quale si ipotizza anche una tassa sulle bevande per far fronte alle necessità del sistema sanitario nazionale. Il senatore del Pd Ignazio Marino, da sempre voce del partito su questa materia, semplicemente ha chiosato: "tassare per tre anni le bevande gassate significa, ancora una volta, cercare di fare cassa e non disegnare un piano strategico per la salute pubblica".

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