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pubblicato il 09/ago/2011 13:50

Crisi/ Galan: Silvio può farcela se scarica Tremonti

Fare ora la rivoluzione liberale:vendiamo Poste e via le Province

Crisi/ Galan: Silvio può farcela se scarica Tremonti

Roma, 9 ago. (askanews) - Anche nella bufera della crisi economica Silvio Berlusconi "può farcela". A condizione però "che si liberi di chi come Giulio Tremonti intona la solita litania dei 'no'". Parola del ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, in una intervista al quotidiano 'Il Piccolo'. Bisogna avviare riforme coraggiose, dunque, "chiudere le Province e tutti gli enti inutili, vendere Poste e municipalizzate, liberalizzare e privatizzare". Secondo Galan il premier dovrebbe "tornare a essere quello di Vicenza in quel famoso discorso agli industriali. Esca dagli schemi tradizionali, superi mosse e mossette, manovre e manovrine. Anziché alle forze politiche, ai Fini e Casini, parli alla gente come faceva all'inizio. E dica agli italiani che questa è la ricetta: chi vuole lo segua". Per il ministro la rivoluzione liberale si può fare anche in tempi di crisi: "So che uomini come Tremonti dicono che non si può. Come non si può abbassare le tasse. E invece, uomini come me, dicono che si può e si deve fare". Galan non pensa a se stesso come sostituto di Tremonti al ministero dell'Economia: "Sarebbe una tragedia, quello che conta è cambiare marcia". E se Berlusconi non si libera di Tremonti, è il ragionamento dell'ex governatore veneto, non ci riuscirà: "Credo proprio di no". Secondo Galan peraltro l'attuale ministro dell'economia è stato a lungo punto di riferimento per "un gioco di ruolo. E' stato appoggiato dalla sinistra perché visto come potenziale successore di Berlusconi. Il fatto che la sinistra sia stata accecata dall'obiettivo di far fuori il Cavaliere le ha impedito di proporre un'alternativa, persino di governare quando le è capitato di farlo. Tremonti ha goduto di questo vantaggio e ha retto bene pur essendo senza simpatie e senza voti. Ha usato anzi i voti della Lega". E le simpatie "gli sono derivate da un potere immenso, quello di un ministero che va diviso al più presto. E' abnorme e sconveniente che un solo ministro gestisca entrate, uscite e il loro controllo. Peggio di un conflitto di interessi".

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