lunedì 27 febbraio | 15:39
pubblicato il 14/ott/2011 05:10

Crisi/ Europa deve convincere G20 con misure anti-crisi incerte

Critiche tedesche a piano banche,Bce scettica su tagli bond greci

Crisi/ Europa deve convincere G20 con misure anti-crisi incerte

Roma, 14 ott. (askanews) - I paesi europei cercheranno ci convincere i partner del G20 della bontà delle misure che si stanno profilando per tentare di superare la crisi finanziaria che da mesi infierisce sull'area euro. "La priorità assoluta è trovare degli elementi per stabilizzare l'area euro", ha affermato la presidenza francese del G20 all'antivigilia del vertice tra responsabili economici a Parigi. La riunione, che inizierà questa sera con una cena ufficiale e vedrà il G20 delle Finanze vero e proprio svolgersi nella mattina di sabato, servirà a preparare il summit tra capi di Stato e di governo di inizio novembre a Cannes. Ma al di là delle buone intenzioni della presidenza francese, la necessità di convincere sull'appropriatezza delle misure allo studio sembra per ora riguardare prima ancora del G20 la stessa Ue. Perché archiviato l'incerto voto slovacco sugli accordi del luglio scorso di rafforzamento dei meccanismi anti crisi, nelle ultime ore proprio dall'Ue si sono sollevate voci critiche sui due maggiori interventi anti crisi che si stanno studiando. Il primo è il piano di ricapitalizzazioni coordinate delle banche a cui sta lavorando la Commissione europea. Si tratterebbe di aumentare rapidamente le soglie di capitale prudenziali. Ma è stato oggetto di una pioggia di critiche dalle banche della Germania, prima economia dell'area euro, che in buona sostanza lo reputano controproducente. Intanto la Bce ha lanciato un allerta sull'altra grande questione in ballo: un pesante taglio dell'effettivo rimborso sui pagamenti dei titoli di Stato della Grecia. Da giorni circolano ipotesi sulla possibilità che a fronte del 21 per cento circa di 'haircut' previsto dal secondo piano di aiuti alla Grecia, questo colpo di scure, che servirebbe materialmente per far contribuire anche gli investitori privati agli aiuti al paese, potrebbe arrivare se non superare il 50 per cento, rispetto al valore nominale dei bond. La Bce ha però avvertito che il coinvolgimento dei privati rischia di innescare una spirale di tensioni tra debiti pubblici e banche che potrebbe aggravare la crisi e minare la stessa reputazione dell'euro. L'istituzione di Francoforte ha rilanciato una raccomandazione che avanza da mesi: questo eventuale contributo può esserci esclusivamente su base volontaria: è "fortemente sconsigliata qualsiasi soluzione che comporti elementi di coercizione".

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