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pubblicato il 12/ago/2011 22:12

Crisi/ Cdm mezza estate vara dl. Berlusconi: Cuore gronda sangue

Manovra in direzione voluta Bce. Mani in tasca,ma crisi è globale

Crisi/ Cdm mezza estate vara dl. Berlusconi: Cuore gronda sangue

Roma, 12 ago. (askanews) - Non parla di lacrime, è vero. Ma di sangue sì. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla fine mette la faccia, accanto al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sul decreto anticrisi varato in fretta e furia in questo venerdì di metà agosto. Un provvedimento che lo costringe ad ammettere che d'ora in poi non potrà più vantarsi di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani. "Siamo personalmente addolorati di aver dovuto fare questa manovra, ma soddisfatti - afferma - del modo in cui siamo riusciti a lavorare insieme, con l'apporto di tutti i ministri". Il premier descrive la manovra bis come un mix di "tagli alla spesa pubblica e imposizioni". E sono proprio quelle imposizioni, come per esempio il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90mila euro, che portano il Cavaliere a dire che il suo cuore "gronda sangue". Ma tant'è, Berlusconi spiega che non si poteva fare diversamente perché "la situazione è cambiata" e siamo di fronte a una "crisi planetaria" che sta coinvolgendo anche gli Stati Uniti. E non si poteva fare diversamente anche per un'altra ragione, perché è stata Francoforte ad aver chiesto di anticipare il pareggio di bilancio dal 2013 e il 2014. Il decreto, spiega Berlusconi, "va nella direzione che la Bce aveva auspicato e che ha consentito" all'Eurotower "da lunedì di intervenire sui mercati secondari acquistando titoli sul debito pubblico e dando garanzia di intervenire sui nostri titoli". Il premier sa che i cittadini hanno dei "desiderata" e si aspettano una sforbiciata ai costi della politica. Per questo sottolinea che ci sono "numerosi interventi" in tal senso, a suo parere "anche eccessivi rispetto a ciò che sarebbe giusto" e tra questi un "numero di poltrone eliminate importante, intorno alle 54 mila". Berlusconi infine lascia uno spiraglio al contributo delle opposizioni: la fiducia - dice - potrebbe non essere necessaria e delle modifiche sono possibili purché "con estrema misura".

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