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pubblicato il 26/ago/2013 17:34

Crisi: Brunetta, su spread basta masochismo irresponsabile-opportunista

(ASCA) - Roma, 26 ago - ''Tremate, tremate: le streghe son tornate! Da un bel po' di mesi non sentivamo piu' parlare di spread. E sembrava finalmente assodato che questo dipendesse non tanto dai fondamentali economici delle singole economie nazionali, bensi' dall'Europa e dall'azione della Banca Centrale Europea, quando non bloccata dai veti intransigenti della Bundesbank tedesca''. Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl.

''Invece no, siamo tornati masochisti. Abbiamo deciso che vogliamo ricominciare a farci del male e cavalcare l'onda dello spread per delegittimare qualsiasi decisione prenda il Popolo della liberta', unito attorno al suo presidente Silvio Berlusconi. Cosi' come nell'estate-autunno 2011 un'opposizione irresponsabile e opportunista aveva cavalcato l'onda dello spread per fare fuori un governo democraticamente eletto'', aggiunge Brunetta.

''Ne deriva che se oggi le borse sprofondano (Milano maglia nera) e lo spread Btp-Bund sale non e' per la debolezza delle istituzioni europee, che rispondono sempre troppo tardi e troppo poco alle ondate speculative. Non e' per l'incertezza derivante dalle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve americana, che si ripercuotono sui mercati internazionali. Non e' per gli effetti sistemici del rallentamento delle economie dei paesi emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. La colpa - continua Brunetta - e' tutta interna al nostro paese e ha un nome: quello del leader del centrodestra. Sappiamo che non e' cosi': falso che piu' falso non si puo'! Sarebbe ora di smetterla con l'imbroglio dello spread. Smetterla di essere un'Italia ancora una volta dilaniata da una guerra civile fredda. Smetterla di continuare a essere un'Italia avvelenata dall'antiberlusconismo della sinistra. Smetterla di essere un'Italia accecata da un continuo cupio dissolvi.

Non attribuiamoci, da soli, colpe che non abbiamo. Ne va della credibilita' del nostro paese, e di tutti noi''.

com-ceg/mau

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