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pubblicato il 12/nov/2013 20:53

Crisi: Boldrini, ripartire da Grecia per pensare Europa

Crisi: Boldrini, ripartire da Grecia per pensare Europa

(ASCA) - Roma, 12 nov - ''Ho visto un paese veramente in crisi. Un paese in cui a detta degli operatori, dei medici, ci sono seri problemi per tutti''. Lo afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un'intervista a Ballaro', a proposito della sua visita ufficiale in Grecia.

''Ad esempio c'e' il 30% della popolazione che non ha piu' accesso alle cure sanitarie gratuite, il che significa che se una giovane disoccupata deve partorire e va in ospedale, deve pagare almeno mille euro per avere il certificato medico e per il certificato di nascita del bambino. Questo - continua Boldrini - crea molti problemi evidentemente. Ci parlano di malati di diabete che arrivano in ospedale per farsi tagliare gli arti perche' non avevano i soldi per le cure. Ci parlano di malattie che erano sparite e che oggi, purtroppo, sono ritornate. Le malattie della poverta'. Cosi' come e' aumentato molto il numero dei bambini abbandonati: nel giro di un anno c'e' stato un raddoppio, come ci hanno detto i responsabili degli orfanatrofi. Abbiamo una fotografia di un paese che sta pagando un prezzo altissimo e io ritengo che nel concepire oggi l'Europa del futuro, noi dovremmo partire dagli ospedali e dagli orfanatrofi della Grecia. Da qui bisogna ripartire per pensare l'Europa''.

''Questa e' una crisi che non colpisce solo le fasce piu' vulnerabili. Questa e' una crisi che colpisce vivamente anche il ceto medio. Si vede proprio un calo drastico nello stile di vita, negli standards. Basta andare nelle citta' e si vedono moltissimi negozi chiusi. Quindi c'e' stato proprio un radicale impoverimento della societa' greca'', spiega Boldrini.

Si puo' pensare a un intervento di emergenza, come quando ci sono i terremoti, le alluvioni? ''No'', risponde Boldrini spiegando che ''il problema qui e' strutturale non emergenziale. Certo si vive un momento duro, grave ma non e' la risposta emergenziale che bisogna cercare. Qui bisogna cercare una risposta strutturale, riuscire ad affiancare alle misure di austerity le misure della crescita, il rilancio dell'occupazione specialmente quella giovanile. Parliamo di un paese come la Grecia dove la disoccupazione giovanile e' del 65% e quella generale del 27%. Questi sono dati veramente allarmanti. Allora io credo che per riuscire ad influenzare le istituzioni europee sia necessario oggi fare un fronte comune. Paesi che hanno piu' o meno le stesse istanze possano fare in modo che queste istanze vengano fatte presenti con forza e anche tenute nella dovuta considerazione''.

com-ceg

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