sabato 21 gennaio | 08:11
pubblicato il 02/ago/2011 08:34

Crisi/ Bersani: Votiamo subito come in Spagna, Paese sente paura

"O elezioni o soluzione transitoria in netta discontinuità"

Crisi/ Bersani: Votiamo subito come in Spagna, Paese sente paura

Roma, 2 ago. (askanews) - La soluzione per resistere alla crisi sono le elezioni anticipate, come in Spagna. Questo perchè di "fronte a una novità di questo tipo i mercati capirebbero che ci stiamo occupando di dare una svolta". E' la convinzione del leader del Pd Pierluigi Bersani che, dalle pagine de 'La Repubblica' è tornato a chiedere un segnale netto per far fronte alla difficile situazione del Paese, parlando di "rischi di sistema". Per il segretario Pd "o si va a votare subito o si trova lo spazio di una soluzione transitoria in netta discontinuità con il passato. Dopo questo lunedì Berlusconi dovrebbe andare al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano". Una soluzione transitoria che però "deve segnare una rottura con il passato, altrimenti qual è il messaggio al mondo? Sarebbe incomprensibile, il gattopardo non funziona quando la situazione e' questa". Dunque "i protagonisti che ci hanno portato fin qui li vedo fuori da un governo simile". Parlando dell'attuale situazione economica, Bersani ha voluto chiarire: "La crisi non e' colpa del governo, ma loro l'hanno aggravata e ora lasciano il Paese disarmato. Per tre anni ci hanno detto che stavamo meglio degli altri. Adesso invece scopriamo che, da Wall Street alla Fiom, tutto il mondo si fa una domanda facile facile: come faremo a pagare un debito cosi' alto con una crescita e una produttività tanto basse?". Bersani, dalle pagine de 'La Repubblica' individua nell'assalto alle banche "la prova che c'è qualcosa di più profondo nel nostro buco di bilancio". Le banche, infatti, sono sane ma comunque finiscono sotto attacco. Questo perchè "le imprese sono in difficoltà e le nostre banche sono legate alle imprese. Le aziende hanno poco lavoro, nessuna liquidità e stanno andando largamente in sofferenza". Per tutte queste ragioni "io sento in giro una vera paura sul futuro". "Siamo nei guai seri - ripete Bersani - mentre per tre anni ci hanno detto che stavamo meglio di altri Preoccupazioni che non verranno meno nonostante la decisione del premier Berlusconi di riferire in aula sulla crisi: "Le ultime due volte che Berlusconi ha parlato di economia non ha mai pronunciato la parola lavoro, ma le parti sociali chiedono un cambiamento". Dall'intervento del Presidente del Consiglio "mi aspetto almeno una presa d'atto, sempre che domani sia ancora lì. Se c'è almeno un' analisi condivisa sono disposto a mordermi la lingua e a non fare eccessive polemiche. La mia preoccupazione e' troppo grande. Ma la verità e' che da tre anni non riusciamo nemmeno a discutere".

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