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pubblicato il 02/ago/2011 21:44

Crisi/ Berlusconi pronto aperture:Ma governo saldo, no dimissioni

Riunione Pdl-Lega a Grazioli.Timori per discorso a mercati aperti

Crisi/ Berlusconi pronto aperture:Ma governo saldo, no dimissioni

Roma, 2 ago. (askanews) - Il problema è che non ci avevano pensato prima e ormai la frittata è fatta. Il punto è che domani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, terrà la sua informativa sulla situazione economica del paese alle 15. Dunque a borse ancora aperte. Un fattore che ha accresciuto i timori in una maggioranza in cui molti continuano ancora a domandarsi se la scelta del premier di 'metterci la faccia' non sia stata un azzardo troppo grosso. E vista la tempistica, è il timore, si rischia un effetto boomerang in real time. Ma tant'è. Domani pomeriggio il Cavaliere parlerà, rivolgendosi prima ai deputati e subito dopo, alle 17.30, ai senatori. Il discorso sarà limato questa sera. A palazzo Grazioli Silvio Berlusconi puntellerà il suo intervento con capigruppo, coordinatori e ministri. Un bel po' di gente, insomma. Anche più di quella prevista inizialmente, giacché al desco apparecchiato dal presidente del Consiglio siederanno anche i leghisti. Ma a far aggiungere tre posti a tavola (per Maroni, Calderoli e Bricolo) ha contribuito un boatos che voleva i fedelissimi del ministero dell'Interno pronti domani a brillare per assenza durante il discorso del premier. Ne è seguita una telefonata tra Berlusconi e il titolare del Viminale con quest'ultimo che al termine ci ha tenuto a far sapere che non soltanto domani i lumbard faranno il tutto esaurito sugli scranni ma che lui stesso siederà accanto a Silvio Berlusconi. E una sedia è stata aggiunta anche per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che oggi ha sentito i colleghi europei e riunito il comitato per la stabilità e domani vedrà il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Non che tra premier e ministro sia tornato il sereno. Tanto che, secondo fonti Pdl, anche l'appello del Colle a studiare "nuove misure" anti-crisi, a palazzo Grazioli sarebbe stato sì considerato come una nuova prova dell'iper interventismo di Giorgio Napolitano, ma in qualche misura anche come una punzecchiatura al Superministro dell'Economia. Perchè è stato lui, sarebbe il ragionamento del premier, ad aver frenato l'inserimento nella manovra di misure volte a crescita e sviluppo. Alla vigilia del suo discorso alla Camere, comunque, il premier è riuscito perlomeno a incassare il sostegno della commissione Ue che attraverso la portavoce ha garantito come "l'Italia sta prendendo le misure necessarie" tanto che non sarebbe allo studio un piano di salvataggio. E non c'è dubbio che Silvio Berlusconi utilizzerà questo argomento nell'intervento di domani. Perchè dopo aver superato mille remore e deciso di metterci la faccia, più di ogni altra cosa il premier cercherà di convincere i parlamentari, il Paese e i mercati che il governo è saldo e ancora più lo è la sua guida. Per questo - viene spiegato - nell'intervento ci sarà sì un'apertura verso l'opposizione e l'impegno a prendere in considerazione le proposte concrete, e fattibili nell'ambito del pareggio di bilancio, ma anche la convinzione che la continua richiesta di dimissioni in questo momento sia "da irresponsabili". Il Cavaliere, viene spiegato, si preparerà anche all'incontro con le parti che terrà giovedì rilanciando la loro proposta di Patto sociale per la crescita. E dovrebbe inoltre inserire nel discorso un riferimento alla riforma fiscale e un accenno al tema popolarissimo del taglio dei costi della politica. Quanto alle nuove misure invocate da Napolitano, Berlusconi porterà in dote lo sblocco di 70 miliardi di investimenti per opere pubbliche che saranno molto tempestivamente decisi dal Cipe che si terrà domani mattina.

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