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pubblicato il 29/nov/2012 21:58

Cresce l'attesa per Monti, Napolitano: premier farà chiarezza

Pdl: Unisca i moderati. Riccardi: Sarà riferimento morale

Roma, 17 dic. (askanews) - Cresce l'attesa per la possibile discesa in campo di Mario Monti. Il presidente del Consiglio ieri è salito al Colle per parlare con Giorgio Napolitano dei prossimi appuntamenti istituzionali. Il Capo dello Stato in questi dodici mesi è stato il naturale punto di riferimento per un premier 'tecnico' scelto per traghettare l'Italia fuori dalla crisi, perciò è ovvio che i due oltre a discutere del percorso istituzionale che chiuderà la legislatura hanno affrontato anche il tema degli scenari futuri. "Sarà Monti a fare chiarezza", si è limitato a dire Napolitano dopo quell'incontro. Mentre il diretto interessato si è divertito a evitare le domande dei giornalisti: "Buon Natale, tanti tanti auguri", ha risposto Monti in merito a una sua candidatura. Ma altre volte interpellato su questo il premier ha sempre detto di "non escludere nessuna ipotesi" per quanto riguarda un suo impegno in politica, sia prima che dopo il voto. La chiarezza comunque dovrebbe arrivare venerdì prossimo quando Monti terrà la tradizionale conferenza stampa di fine anno. "Monti parlerà al paese, farà un discorso argomentato" assicura Andrea Riccardi che è il principale sponsor della lista per Monti. "Io ho fiducia in Monti, credo resterà - ha aggiunto il ministro - bisognerà vedere con quali modalità ma sarà comunque un riferimento morale e politico per un grande rassemblement di uomini e donne che vogliono cambiare la politica". Con l'avvicinarsi delle elezioni infatti il pressing sul professore si intensifica. Anche ieri dal Pdl è stato rinnovato l'invito a riunire i moderati sotto le sue insegne. "Silvio Berlusconi, con la sua solita generosità e lungimiranza, ha lanciato la possibilità che Monti sia colui che riunisce l'area dei riformatori e moderati alternativa a Bersani e Vendola e alla sinistra della Cgil - ha detto Angelino Alfano -. Quest'area può ancora vincere: ora sta a Monti scegliere se guidare quest'area dei moderati al successo oppure se riconsegnare il Paese alla sinistra e portare indietro l'Italia". Quanto al Pd, sabato Pier Luigi Bersani ha negato di essere preoccupato per una possibile concorrenza di Monti ma ha anche ribadito che la sua "opinione" è che sia meglio che il premier resti in una posizione di terzietà. Ieri dal Nazareno però giudicavano quantomeno irrealistico lo scenario di una 'staffetta' tra Monti e Bersani a palazzo Chigi che permetta al professore di restare alla guida del governo per un altro anno. Le formazioni di centro di Casini e Montezemolo intanto si preparano a presentarsi in Parlamento cercando di non essere penalizzate dalla legge elettorale. Il leader Udc ha parlato di una possibile lista unica al Senato dove la soglia di sbarramento è più alta. Il nodo da sciogliere è però che entrambi vorrebbero avere il nome di Monti nel proprio simbolo elettorale.

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