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pubblicato il 24/nov/2011 20:30

Costi politica/ Stop vitalizi a nuovi parlamentari. Idv:Non basta

Decisione unanime del Senato, Camera lo aveva stabilito a luglio

Costi politica/ Stop vitalizi a nuovi parlamentari. Idv:Non basta

Roma, 24 nov. (askanews) - Stop ai vitalizi per deputati e senatori: dalla prossima legislatura, chi entra per la prima volta in Parlamento non avrà più diritto a quello che da molti è considerato un privilegio, ma percepirà una pensione analoga a quella dei 'comuni' lavoratori. Non si toccano invece i vitalizi già acquisiti. Anche il Senato, come aveva fatto la Camera lo scorso 21 luglio, adotta la misura per dare un taglio ai costi della politica: con una delibera del Consiglio di presidenza adottata all'unanimità è stato deciso il superamento, "a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti, dell'attuale sistema degli assegni vitalizi". Analoga decisione, si è affrettata a ricordare la Camera, l'Ufficio di presidenza di Montecitorio l'aveva già adottata in luglio stabilendo, sempre all'unanimità, "la definizione di una proposta di sostituzione dell'attuale istituto dei vitalizi, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema di tipo previdenziale, analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori". Alla proposta sta lavorando il Collegio dei Questori. Non basta secondo il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, che riconosce che "la decisione del Senato è un buon segnale ma non è sufficiente, si deve fare di più. Nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini per affrontare la crisi e rilanciare l'economia, si deve avere il coraggio di dare un taglio ai privilegi dei politici. L'abolizione dei vitalizi è una nostra battaglia storica e riteniamo che debba partire dai parlamentari in carica e da quelli non più in carica ma non ancora andati in pensione. La Camera deve fare di più e meglio, anche perché se ci limitassimo allo stop deciso dal Senato, avvertiremmo i benefici in termini economici solo tra venti o venticinque anni". Secondo l'attuale Regolamento della Camera "il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi. Il deputato, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65 anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60 anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare".

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