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pubblicato il 13/gen/2012 05:11

Cosentino/ Salvo per 11 voti. Lega spaccata, decisivi Radicali

Per il Pdl (e Maroni) i no anche da Udc e Pd. Casini si difende

Cosentino/ Salvo per 11 voti. Lega spaccata, decisivi Radicali

Roma, 13 gen. (askanews) - L'Aula della Camera salva per la seconda volta Nicola Cosentino dal carcere: i no all'arresto chiesto dai pm di Napoli nei confronti del coordinatore campano del Pdl questa volta sono stati 309, un numero lontano da quel 360 che 'graziò' nel dicembre del 2009 l'allora sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi, ma comunque al di sopra delle aspettative di un Pdl che fino a pochi minuti dal voto faceva previsioni tutt'altro che rosee. Sospetti e veleni incrociati si addensano sul voto a scrutinio segreto che si è svolto ieri a Montecitorio ma due dati sembrano essere certi: la spaccatura della Lega e il voto numericamente determinante dei sei deputati radicali del Pd. La posizione favorevole all'arresto annunciata da Roberto Maroni lunedì al termine della segreteria federale del Carroccio, e mantenuta in Giunta per le autorizzazioni da Luca Paolini e Fulvio Follegot, si è infranta contro non poche resistenze all'interno del gruppo che, dopo una tesissima riunione, ha deciso di lasciare, come aveva annunciato mercoledì sera Umberto Bossi, libertà di coscienza: a guidare la pattuglia dei 'garantisti', Paolini che ha palesemente smentito il suo voto in Giunta spendendosi in Aula alla Camera in un'accorata difesa di Cosentino. E' lo stesso Paolini a dirsi certo che tra i 20 e i 30 deputati del Carroccio hanno votato contro il carcere sui 56 presenti in Aula (tra gli assenti Bossi) ma a guardare i tabulati potrebbero essere molti di più visto che senza i voti del Carroccio il fronte del no era fermo a 255 voti (204 Pdl, 21 Popolo e Territorio, una ventina del gruppo Misto vicini al centrodestra e i 6 radicali). Difficile dire se Maroni abbia fatto meno proseliti di quelli fatti in occasione della richiesta di arresto approvata nei confronti di Alfonso Papa (finì 319 sì a 293 no) oppure se, come credono invece molti deputati del Pdl, voti inaspettati siano arrivati sia dall'Udc (circa 10-12) che dal Pd (una ventina compresi i Radicali). Maroni si difende da quella che molti leggono come una sua sconfitta sostenendo che "molti voti a favore di Cosentino sono arrivati dall'Udc e dal Pd" e Pier Ferdinando Casini gli risponde a stretto giro in una conferenza stampa dando la sua versione: "La polemica è di chi vuole inquinare le acque e noi non vogliamo inquinare nessuna acqua". Quanto accaduto è "talmente evidente che non ha senso. I calcoli hanno una loro validità, i numeri sono chiari: per il Pd 198 deputati, per l'Udc 36; 22 per il Fli, 21 per l'Idv e 7 per l'Api. La somma fa 284. Ci sono stati 298 sì all'arresto, significa che 14 deputati si sono uniti al voto favorevole all'arresto". Tutti leghisti? Chi può dirlo. Anche perché restano incerti alcuni voti del variegatissimo gruppo Misto, come quelli dei 4 di Mpa e dei 3 delle minoranze. Il calcolo più semplice e doloroso (per il Pd) è quello sui 6 no Radicali all'arresto: se i deputati di Pannella-Bonino avessero detto sì all'arresto, sarebbe passata la richiesta di arresto, 304 a 303.

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