giovedì 23 febbraio | 10:52
pubblicato il 19/giu/2014 10:39

Corte Ue:per Avv Generale no prescrizione. Nencini rimborsi 455mila euro

(ASCA) - Roma, 19 giu 2014 - L'avvocato generale Maciej Szpunar ha chiesto alla Corte di Giustizia Ue di respingere il ricorso e di condannare Riccardo Nencini alle spese di giudizio. Le conclusioni dell'avvocato non vincolano ovviamente le decisioni della Corte.

Nencini e' stato membro del Parlamento europeo (PE) durante la legislatura 1994-1999.

Nel dicembre 2006, in seguito a un'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), il Parlamento ha avviato un procedimento di verifica e successivamente di recupero di talune spese di viaggio e di assistenza parlamentare che erano state corrisposte al ricorrente in violazione della regolamentazione in materia di spese e indennita' dei deputati del Parlamento (''regolamentazione SID'').

Il 16 luglio 2010, il Segretario generale del PE ha adottato la decisione relativa al recupero dell'importo di 455.903,04 euro redatta in inglese e comunicata al ricorrente il 28 luglio 2010. Il 16 agosto 2010 il ricorrente ha ricevuto la nota di addebito. Il 7 ottobre 2010 il Segretario generale ha adottato una nuova decisione, redatta in italiano, che sostituiva quella del 16 luglio 2010, e la ha comunicata al ricorrente il 13 ottobre 2010, unitamente ad una nuova nota di addebito relativa allo stesso importo.

Nencini ha chiesto l'annullamento degli atti del PE comunicatigli il 28 luglio e il 16 agosto 2010.

Con sentenza del 4 giugno 2013 il Tribunale ha respinto il ricorso.

Con questa impugnazione, Nencini chiede alla Corte di annullare la sentenza del TUE e la decisione del PE o, in subordine, di determinare in via equitativa le somme da recuperare ovvero rinviare gli atti al Segretario generale del PE.Egli solleva motivi riguardanti la violazione delle norme sulla prescrizione e dei principi di certezza del diritto, ragionevolezza ed effettivita', la violazione dei principi del contraddittorio e della tutela giuridica effettiva, l'erronea applicazione della regolamentazione SID, la violazione del principio di proporzionalita' nella definizione della somma da recuperare; contesta la determinazione a suo carico dell'insieme delle spese nella causa.

Nelle sue conclusioni odierne l'Avvocato generale Maciej Szpunar ricorda che per i crediti dell'Unione nei confronti di terzi, il termine di prescrizione di cinque anni previsto dall'articolo 73 bis del regolamento finanziario dell'UE inizia a decorrere dalla data di scadenza indicata nella nota di addebito.

Il regolamento stesso delega alla Commissione europea il compito di stabilire le modalita' della sua applicazione (come la data di decorrenza del termine di prescrizione e le condizioni della sua interruzione). Tali modalita' sono regolate quindi dall'articolo 85 ter delle modalita' d'esecuzione. Questa interpretazione e' stata accolta anche nella sentenza impugnata.

Pertanto, l'Avvocato generale ritiene che il Tribunale abbia dichiarato giustamente che il termine da cui inizia a decorrere la prescrizione sia quello della data di scadenza indicata nella nota di addebito.

red/men

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