martedì 28 febbraio | 08:49
pubblicato il 08/mag/2012 20:00

Corruzione/ Toghe fuori ruolo,Governo battuto ma norma cambierà

Bongiorno: Giovedì fine iter ddl in commissione,27 in aula Camera

Corruzione/ Toghe fuori ruolo,Governo battuto ma norma cambierà

Roma, 8 mag. (askanews) - Un colpo ai magistrati in quanto tali, un colpo alla 'casta', nel senso più largo, non solo i politici ma i privilegiati di Stato: è questo il significato del voto delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, che hanno dato il via libera a un emendamento al ddl anticorruzione che limita severamente l'accesso delle toghe agli incarichi fuori ruolo. Voto pressoché unanime, ma con l'astensione del Pd, nonostante il promotore dell'emendamento sia il deputato del Pd Roberto Giachetti. La norma che il deputato democratico è riuscito a far approvare dopo mesi di attesa in commissione limita a dieci anni in tutta la carriera e a non più di cinque anni per volta la durata degli incarichi fuori ruolo (nei ministeri, nelle Autorithy, o in altre istituzioni). Inoltre blocca i loro stipendi, anche per chi è già fuori ruolo, al solo stipendio di origine, mettendo fine, ha sottolineato lo stesso Giachetti, "alla festa" dei superstipendi e dei cumuli di prebende. "Può accadere che il Governo venga battuto", ha commentato il ministro della Giustizia Paola Severino, che ha auspicato "un ripensamento" in aula, in direzione di una norma "meno drastica". "Siamo già in contatto con le altre forze politiche per una riforma organica ed equilibrata che affronti il problema a 360 gradi", hanno fatto sapere Donatella Ferranti e Oriano Giovanelli del Pd. Ma la maggioranza montiana su questo punto specifico non sembra compattissima. Enrico Costa del Pdl ha parlato di norma "condivisa", ma il suo collega di partito Manlio Contento e Roberto Rao dell'Udc sono rimasti, assieme a Ferranti del Pd, a lungo a colloquio con la Guardasigilli e secondo una fonte parlamentare avrebbero parlato anche di come ammorbidire e completare la norma Giachetti. "Vogliamo una norma che non sia troppo 'tranchant', non appaia solo dura contro i magistrati", ha spiegato Rao ai cronisti. Ma con il clima di crescente ostilità verso le cosiddette caste nel Paese, non è così scontato che in Aula la stretta sui fuori ruolo possa essere vanificata. Non a caso il giudizio della finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, è fortemente positivo: l'ok all'emendamento, ha commentato, "è una svolta e dimostra anche una consapevolezza politica della necessità di una svolta". Il ddl andrà avanti, "giovedì - ha garantito Bongiorno - concluderemo l'iter in commissione, il 27 sarà in aula, senza rinvii".

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