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pubblicato il 02/ott/2012 05:10

Corruzione/ Pd preme per fiducia, timori sul maxiemendamento

Oggi ddl riprende iter in commissione. Pdl spera in modifiche

Corruzione/ Pd preme per fiducia, timori sul maxiemendamento

Roma, 2 ott. (askanews) - L'ipotesi del maxiemendamento al ddl anticorruzione tiene in tensione le forze di maggioranza: in particolare il Pd, che tornato a premere a più voci sul Governo perchè 'blindi' con la fiducia al Senato il testo già approvato dalla Camera. A via Arenula si lavora ma "non ci sarà nulla prima del Consiglio dei ministri di giovedì", giura una fonte governativa. Il ministro della Giustizia Paola Severino ha più volte garantito la disponibilità a emendamenti ma solo "migliorativi" sui due punti più invisi al Pdl: i nuovi reati del traffico di influenze illecite e della corruzione fra privati. Ma di emendamenti ne ha presentati anche il Pd, e se la guardasigilli aprisse a modifiche difficilmente potrebbe farlo da una parte sola dello schieramento che sostiene il Governo. Oggi nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato è in programma la discussione generale sugli emendamenti ed è prevedibile che risalga la temperatura delle polemiche da un lato sulle norme proposte da qualche senatore del Pdl e che potrebbero tirare fuori Silvio Berlusconi dal processo milanese per concussione, dall'altro sul traffico di influenze che per gli azzurri rischia di diventare un nuovo strumento di arbitrio dei pm. La capogruppo democratica a palazzo Madama Anna Finocchiaro riconosce "la volontà, positiva, del Governo" di portare a casa il provvedimento ma avverte: "Il primo modo per accelerarne l'approvazione è quello di approvare il testo così come è uscito dalla Camera, anche con la fiducia". "Non so nulla di cosa prepara il ministro, ma penso - spiega Filippo Berselli (Pdl), presidente della commissione Giustizia del Senato - che recepirà totalmente l'emendamento anti-Batman (sugli abusi nell'uso dei finanziamenti pubblici alla politica, ndr) e recupererà almeno in parte i miei emendamenti su traffico di influenze e corruzione fra privati". Silvia Della Monica, capogruppo Pd nella stessa commissione, non vede trattative in corso ma un ministro che lavora in silenzio, premuto su molti fronti, "dagli appelli pro-ddl alle manovre di quelli che non lo vogliono, senza dimenticare le polemiche sulle circoscrizioni giudiziarie. Ma se io fossi il ministro non mi fiderei, questi con il salva-Ruby dimostrano che il Parlamento non è cambiato, e se si mettono d'accordo e se lo votano?". E Donatella Ferranti, sua omologa alla Camera, avverte che quella raggiunta a Montecitorio sul testo del ddl è "la massima mediazione politica possibile" e bisogna "metterla in sicurezza".

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