martedì 24 gennaio | 04:11
pubblicato il 26/set/2012 20:02

Corruzione/ Paletti Severino su modifiche. Pd-Fli-Udc: Fiducia

Ma Berselli (Pdl) non arretra: "Sopprimere traffico di influenze"

Corruzione/ Paletti Severino su modifiche. Pd-Fli-Udc: Fiducia

Roma, 26 set. (askanews) - Si stringono le maglie del compromesso possibile sul ddl anticorruzione: nel giorno del nuovo appello del presidente della Repubblica, che ricorda come sia "l'Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione", il ministro della Giustizia Paola Severino fissa finalmente il paletto delle modifiche possibili al Senato. "Non ho ancora letto gli emendamenti - spiega - ma credo che possano essere presi in considerazione quelli migliorativi: noi abbiamo costruito una piramide, i mattoni possono essere spostati ma le fondamenta non possono venire meno. Ho sempre chiesto interventi migliorativi, additivi, non di sottrazione e tantomeno di soppressione". Nella maggioranza intanto cresce la pressione sul guardasigilli perché 'blindi' il testo nella versione già approvata dalla Camera e chiuda la partita al Senato rapidamente: su questa posizione sono schierati Pd, Fli e anche l'Udc. Lapidario il leader democratico Pier Luigi Bersani: "Il Governo usi gli strumenti che ha". Il finiano Fabio Granata annuncia addirittura uno sciopero della fame a staffetta per chiedere all'Esecutivo di porre la fiducia. Mentre il leader centrista Pier Ferdinando Casini ammonisce: "Altri rinvii sono inammissibili. Il Governo metta la fiducia" e così "apparirà chiaro chi contrasta la legge e chi vuole vararla". Si distingue Felice Belisario dell'Idv, secondo il quale il testo così com'è ora è "acqua minerale". Il no del ministro agli emendamenti soppressivi è una replica netta al presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli del Pdl, che aveva annunciato con grande enfasi l'intenzione di proporre innanzitutto due modifiche: la querela di parte in luogo della procedibilità d'ufficio nela corruzione fra privati, e un emendamento soppressivo del nuovo reato di traffico di influenze. Berselli non recede: sul traffico di influenze "prima bisogna regolare le lobby lecite" e sull'altro reato bisogna escludere la procedibilità d'ufficio per passare alla querela di parte, "per evitare - spiega - che qualsiasi magistrato possa aprire indagini su tutte le società quotate, facendo saltare il sistema Italia".

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