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pubblicato il 15/mag/2012 05:10

Corruzione/ Oggi riprende esame ddl, maggioranza divisa

Si vota su norme penali. Pdl: Da noi nessun ostruzionismo

Corruzione/ Oggi riprende esame ddl, maggioranza divisa

Roma, 15 mag. (askanews) - Riprende stamattina alle 10,30 il cammino del ddl anticorruzione nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Da oggi si vota sulle norme penali, quelle definite dall'articolo 9 del provvedimento, ma la discussione, nonostante i tentativi di sintesi portati avanti nei mesi scorsi dal Governo, riparte senza una maggioranza definita sulle proposte del ministro della Giustizia Paola Severino e con grandi tensioni soprattutto fra Pdl e Pd, i due principali partiti pro-Monti. E' sempre aperta la questione delle modifiche al reato di concussione, che potrebbero incidere sul processo Ruby nel quale è imputato l'ex premier Silvio Berlusconi, ma anche sui nuovi profili di reato come la corruzione fra privati e sull'equilibrio fra le pene e la prescrizione non sono sciolti tutti i nodi. La Guardasigilli ha promesso di "non strangolare il dibattito con la fiducia" ma ha ammonito i dissenzienti: "Ci sono dei punti su cui la piramide è costruita che devono restare fermi altrimenti l'edificio traballa". Di fronte alla "preoccupazione" sulla sorte del provvedimento espressa dalla presidente finiana della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, il Pd è tornato a lanciare l'allarme sui rischi di un rinvio: "Il ddl anticorruzione deve essere legge entro l'estate", ha ribadito Donatella Ferranti, secondo la quale le norme vigenti non sono efficaci ed è di grande importanza l'introduzione delle tre nuove fattispecie del traffico di influenze, della corruzione per esercizio della funzione e della corruzione fra privati. Il Pd sospetta il Pdl di voler prendere tempo per arrivare in aula con il vecchio testo del ddl Alfano, ma il capogruppo azzurro in commissione Giustizia Enrico Costa smentisce: "Mai fatto ostruzionismo - ha detto raggiunto telefonicamente - noi andremo avanti coerentemente sulla nostra linea". Sta di fatto che la linea ufficiale del Pdl è stata di non presentare subemendamenti 'di gruppo' all'emendamento Severino sull'articolo 9, e le modifiche del Pdl sono state avanzate a titolo individuale da alcuni deputati. Ma il malumore degli azzurri non è un segreto: non convincono secondo Costa "alcuni aspetti della corruzione fra privati ma anche alcune norme che non definiscono in modo chiaro ciò che è lecito e ciò che è illecito. Nel campo dei reati contro la pubblica amministrazione non ci si può affidare all'interpretazione del giudice". Il rischio concreto è che si formino maggioranze eterogenee sulle diverse votazioni: un rischio ben presente al Governo, tanto che il ministro su molti subemendamenti non ha dato parere favorevole o contrario ma si è rimesso al voto delle commissioni. Ma quando si arriverà alle norme clou del ddl potrebbe non bastare a scongiurare uno scontro tutto interno alla maggioranza che sostiene il Governo Monti.

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