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pubblicato il 10/mag/2012 21:45

Corruzione/ Non c'è accordo, tensione nella maggioranza su ddl

Udc-Idv: Ostruzionismo Pdl. Bongiorno: Fine non prevedibile

Corruzione/ Non c'è accordo, tensione nella maggioranza su ddl

Roma, 10 mag. (askanews) - Dopo mesi di paziente mediazione politica del ministro della Giustizia Paola Severino, settimane di tavoli tecnici e vertici, la maggioranza che sostiene il Governo Monti non riesce a partorire l'ombra di un accordo sul ddl anticorruzione. Nessun mistero, è tutto alla luce del sole: è più facile trovare un'intesa sulle tasse o i licenziamenti che sulle norme per contrastare la corruzione. Nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera il Governo ha dato i pareri sui subemendamenti all'emendamento Severino, che riassume le norme penali proposte dalla guardasigilli. Risultato? "Non ho mai visto un Governo che si rimette all'aula su un numero così ampio di emendamenti", commenta un gelido Enrico Costa del Pdl. Il suo partito ufficialmente non ha presentato subemendamenti sulla norma Severino, ma lo hanno fatto alcuni deputati-avvocati azzurri, in particolare sulla concussione. A partire da Francesco Paolo Sisto, che avverte: "Non è presentandosi al Paese con le 'corde pendenti' dell'impiccagione che si adempie al dovere di essere buoni parlamentari". Quanto basta per alimentare una polemica fra Pd e Pdl: "Avvertiamo il rischio - dice Andrea Orlando - che si cerchi di far saltare la data per la discussione in Aula del ddl anticorruzione o che si tenti, tenendo fermo quel termine, di difendere il vecchio testo di Alfano". Replica Jole Santelli (Pdl): "Non ho capito se la richiesta sia quella di far slittare la discussione in aula, nel caso il collega Orlando dovrebbe essere più esplicito". Pierluigi Mantini dell'Udc parla di "sostanziale ostruzionismo per salvare Berlusconi dal processo Ruby". "I presidenti delle commissioni non ammettano alcuna forma di ostruzionismo da parte del Pdl", è l'appello del dipietrista Federico Palomba. Il leghista Raffaele Volpi allarga l'accusa all'Esecutivo: "Sia da parte del Governo che da parte dei partiti della maggioranza - sostiene - non c'è la volontà di andare avanti". "Sono preoccupata su questo ddl - dice dal canto suo la finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia - perché non è prevedibile nemmeno come uscirà dalla commissione", visto che "non esiste nessuna condivisione sul tema". In ogni caso il ddl andrà in aula il prossimo 28 maggio perché "non possiamo più chiedere al presidente della Camera un ulteriore rinvio".

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