lunedì 23 gennaio | 16:38
pubblicato il 15/giu/2012 05:10

Corruzione/ Ddl passa alla Camera, tensione Governo-Pdl

Assenze e astensioni, pochi sì. Cicchitto: No fiducia su toghe

Corruzione/ Ddl passa alla Camera, tensione Governo-Pdl

Roma, 15 giu. (askanews) - Alla Camera il ddl anticorruzione èm passato con una delle votazioni più basse della stagione di Mario Monti: un provvedimento più volte rivendicato come 'strategico' dal Governo nel cammino di risanamento del Paese, ha ottenuto solo 354 voti favorevoli. "Andatevi a guardare il voto finale su altri provvedimenti dopo una fiducia, non c'è niente di eccezionale", ha minimizzato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giampaolo D'Andrea. Sta di fatto che ieri erano assenti o non hanno votato una sessantina di deputati del Pdl, due hanno votato contro, 38 si sono astenuti. Segnale politico molto chiaro, anche perché non di divisioni interne sembra trattarsi stavolta visto che ad annunciare il voto favorevole del Pdl è stato un durissimo intervento del suo capogruppo Fabrizio Cicchitto, che ha accusato il Governo di aver 'ammanettato' il Parlamento con la fiducia, chiedendo modifiche nel successivo esame del ddl al Senato, infine avvertito il ministro della Giustizia Paola Severino: su questi temi la fiducia non è il metodo giusto. "Al Senato - ha detto Cicchitto - sosterremo la responsabilità civile dei giudici e le diamo un elemento di riflessione: non ci venga a proporre emendamenti con l'esercizio da parte del Governo di quello che è avvenuto qua perché noi in questo caso non voteremo la fiducia su questo punto, non vorremmo essere ulteriormente strangolati. Come dice il proverbio uomo o donna avvisata è mezzo salvata". "Spero di essere smentito - è stato il gelido commento del presidente della Camera Gianfranco Fini - ma dopo l'intervento dell'onorevole Cicchitto temo che il ddl anticorruzione non sarà approvato dal Senato prima della fine della legislatura". Di fronte alle tensioni, ieri la guardasigilli ha ostentato sangue freddo: "Ogni legge è perfettibile, anche questa", dice. "Di possibili modifiche abbiamo sempre parlato, ma se c'è un rimprovero che non si può fare a questo Governo è quello di non essere aperto al dialogo...". Poi Severino ha sottolineato l'opportunità di studiare nuove norme per regolamentare il lobbismo, "attività lecita e legittima in tanti Paesi", anche per diradare le preoccupazioni diffuse in alcuni gruppi parlamentari sul nuovo reato di traffico di influenze illecite che però, ha ricordato, era stato "profondamente rivisto" in base a un'intesa con i gruppi di maggioranza.

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