mercoledì 22 febbraio | 12:19
pubblicato il 31/mag/2012 19:30

Corruzione/ Ddl a rilento ma non passa rinvio chiesto dal Pdl

Casini: Sarebbe sconfitta. Cicchitto: Avanti, non alla cieca

Corruzione/ Ddl a rilento ma non passa rinvio chiesto dal Pdl

Roma, 31 mag. (askanews) - "Non rinviamo ma ci incagliamo!". Così un esponente del Pdl commenta l'allarme lanciato stamani da Pier Ferdinando Casini nell'aula della Camera sui 'boatos' che indicavano una volontà di chiedere il rinvio dell'esame del ddl anticorruzione. Alla fine il Pdl, in conferenza dei capigruppo, si è limitato a chiedere un rinvio di un paio di giorni, solo fino a giovedì prossimo, peraltro senza ottenerlo. "Guai se il Parlamento verificasse che non riesce ad affrontare questo tema", aveva tuonato il leader centrista, "su questo ciascuno si assumerà le sue responsabilità", e in ogni caso "sarebbe una sconfitta per tutti". La replica in aula dell'azzurro Cicchitto a Casini mostra il livello di tensione che il partito di Silvio Berlusconi vive su questo provvedimento. "Siamo pronti ad andare avanti, ma non alla cieca", aveva detto il capogruppo del Pdl. Di fatto la settimana si chiude con pochissime votazioni concluse, molti emendamenti accantonati, e una maggioranza che conferma di essere molto più sfilacciata su questi temi che quando si discute di tasse o licenziamenti. E sulla quale incombe l'ombra del ddl intercettazioni, probabile argomento di ulteriori divisioni, rimesso in calendario a giugno proprio su richiesta del Pdl. In mattinata è passato col voto dell'aula il codice etico, contenuto nell'articolo 4, che può comportare sanzioni fino al licenziamento per i dipendenti pubblici che non lo rispettano, ma anche un emendamento ritirato dal Pd e ripresentato dall'Idv sul danno erariale a carico dei dipendenti pubblici che nascondono consulenze esterne e compensi. Un voto che rappresenta un avvertimento al Pdl, si dice a Montecitorio, in vista dello scontro sulle norme penali: di fronte a forzature sulle parti più delicate del provvedimento la maggioranza può diventare variabile, anche visto l'atteggiamento 'laico' della Lega nord sul ddl. Del resto a gestire in aula la battaglia sulla parte del ddl dedicata alla pubblica amministrazione è Oriano Giovanelli, uomo molto vicino al segretario Bersani. "Un fatto alquanto antipatico" che "rende piuttosto difficile il lavoro" fatto in commissione e comitato ristretto, insorge in aula Beatrice Lorenzin del Pdl. "Niente d'importante, norma marginale - minimizza più tardi il capogruppo Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa - anche noi qualche volta votiamo delle cose con la Lega". (segue)

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