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pubblicato il 01/ago/2014 17:46

Cooperazione: le principali novita' della riforma

(ASCA) - Roma, 1 ago 2014 - A 27 anni dall'approvazione della legge 49 del 1987, la Commissione Affari Esteri del Senato ha approvato in via definitiva il ddl di riforma della Cooperazione italiana allo sviluppo, gia' approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 17 luglio e, in prima lettura, dall'Aula di Palazzo Madama il 25 giugno.

Il Ddl, dal titolo ''Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo'', riforma integralmente il precedente assetto istituzionale della cooperazione allo sviluppo ed adegua la normativa italiana ai nuovi principi ed orientamenti emersi nella comunita' internazionale sulle problematiche dell'aiuto allo sviluppo negli ultimi venti anni. Il provvedimento ha l'obiettivo, da un lato, di aggiornare in modo sistematico la fotografia del sistema, rimettendo in ordine soggetti, strumenti, modalita' di intervento e principi di riferimento maturati nel frattempo nella comunita' internazionale; dall'altro, quello di adeguare il sistema italiano di cooperazione allo sviluppo ai modelli prevalenti nei paesi partner dell'Unione europea (Ue).

Tra le principali novita' introdotte dalla riforma - si legge in una nota sul sito web della Cooperazione - l'istituzione di un Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (Cics), una regia costituita dai dicasteri che hanno competenze in materie che sono oggetto di attivita' di cooperazione allo sviluppo e che avra' il compito di garantire la coerenza e il coordinamento delle politiche di cooperazione; l'adozione di un Documento triennale di programmazione e di indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, che dovra' essere approvato dal Consiglio dei ministri, previa acquisizione del parere delle commissioni parlamentari competenti, entro il 31 marzo di ogni anno; la nascita dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo che, per gli interventi maggiormente onerosi (oltre i due milioni di euro), lavorera' assieme al ministero degli Esteri in un apposito comitato congiunto.

La riforma disegna infine un rapporto di partecipazione del Parlamento, che esercita le funzioni di indirizzo e controllo sul documento triennale di programmazione, e della Conferenza nazionale, un organo di discussione e di consultazione, che dara' stabilita' all'esperienza di dialogo fra soggetti pubblici e privati.

com-uda/

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