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pubblicato il 06/mar/2014 18:27

Conti pubblici: Renzi, lavoro e crescita nostre priorita'. Niente compiti dall'Ue

Conti pubblici: Renzi, lavoro e crescita nostre priorita'. Niente compiti dall'Ue

(ASCA) - Roma, 6 mar 2014 - Le priorita' per l'Italia sono ''lavoro e crescita, crescita e lavoro''. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine del Consiglio straordinario europeo a Bruxelles sulla situazione Ucraina. Per questo, ''abbiate la pazienza di aspettare mercoledi' 12'', ha aggiunto Renzi, in riferimento ai provvedimenti in materia di lavoro che egli stesso ha annunciato per la prossima settimana. ''Noi non abbiamo rassicurazioni da dare. Basta con il refrain che l'Italia viene qui per sapere quali compiti deve fare a casa: l'Italia sa da sola quello che deve fare. Lo deve fare per i propri figli e lo fara''', ha dichiarato il presidente del Consiglio rispondendo alle domande sui dubbi espressi dalle autorita' europee sulla tenuta dei conti pubblici italiani. Il governo, dunque, non ha in agenda alcuna manovra correttiva, come gia' si era appreso da fonti del ministero dell'Economia, dopo che la Commissione europea ha paventato il rischio che l'Italia non riesca a ridurre il debito quanto dovuto. Quello che il governo ha invece in agenda e' un piano che contenga misure per la crescita con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro. Se, infatti, aumentera' il denominatore, il rapporto debito/Pil migliorera' e anche a questo obiettivo un contributo arrivera' dalle privatizzazioni, peraltro gia' in corso. In precedenza, anche l'ex ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni era intervenuto sulla questione sollevata dopo l'intervento di Bruxelles: ''I commenti sulla correttezza dei 'conti' presentati dal Governo Letta, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbero stati espressi dopo la diffusione dei risultati della 'in-depth review' della Commissione Europea, sono incomprensibili e immotivati: la Commissione non ha fatto alcuna analisi ex-post della contabilita' nazionale, bensi' ha ribadito la divergenza tra le proprie stime e i nostri obiettivi per l'anno in corso. Divergenza che potra' eventualmente essere apprezzata soltanto quando tutte le misure messe in campo avranno potuto esprimere i propri effetti''. Saccomanni ha anche ricordato che la ''Legge di stabilita' 2014 non fa previsioni ma mette in campo politiche per raggiungere obiettivi: il nostro obiettivo era una crescita intorno all'1%. La Commissione gia' a meta' novembre riteneva che la Legge di stabilita' non ne garantisse il conseguimento. L'Eurogruppo del 23 novembre aveva poi apprezzato le ulteriori iniziative poste in essere dal Governo in parallelo alle misure contenute nella Legge di stabilita': revisione della spesa, privatizzazioni, voluntary disclosure, gettito straordinario dalla revisione del capitale di Banca d'Italia. Tre di queste iniziative sono state concretamente attuate con le opportune norme in soli due mesi, mentre per la quarta - la revisione della spesa - soltanto la caduta del Governo ci ha impedito di trasformarla in provvedimenti attuativi nei tempi programmati''. Secondo l'ex ministro ''sorprende tuttavia la decisione della Commissione di classificare come 'eccessivi' gli squilibri macroeconomici italiani, anche perche' all'elevato debito indicato nella 'in-depth review' hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-stati e l'operazione straordinaria di pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni, concordata con la Commissione''. ''Il governo Letta - ha continuato Saccomanni - ha lavorato perche' la dinamica del rapporto debito/PIL declinasse sia attraverso il contenimento del deficit, sia - e soprattutto - attraverso la crescita economica (quindi del denominatore). L'obiettivo di crescita intorno all'1% dunque e' ambizioso ma realistico, e l'attuale Governo non puo' che porsi obiettivi ancora piu' ambiziosi''. int

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