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pubblicato il 10/lug/2014 12:50

Conti pubblici: Brunetta, anche Draghi boccia Renzi, ci sara' manovra

(ASCA) - Roma, 10 lug 2014 - ''Mario Draghi non ne puo' piu'.

La cassetta degli attrezzi della Banca Centrale Europea per affrontare la crisi dell'euro l'ha usata tutta e adesso si appella ai governi: ''Facciano le riforme strutturali'.

Altrimenti gli effetti delle decisioni di politica monetaria non si trasmettono all'economia reale. Con questa affermazione, Draghi non si rivolge solo ai paesi che negli ultimi anni hanno subi'to attacchi speculativi (Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo), ma a tutti i paesi dell'Eurozona. Perche' gli effetti positivi delle riforme in un paese si riflettono anche negli altri Stati membri dell'Unione. Su questo, pieno accordo con il ministro Padoan, che del motto ''riforme in tutti i paesi' ha fatto il suo cavallo di battaglia nella riunione dell'Ecofin che ha presieduto martedi'''. Lo dichiara in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

''Il punto su cui Mario Draghi e il governo italiano non sono d'accordo, invece, e' un altro. Il pareggio di bilancio.

''La capacita' dei governi di stabilizzare l'economia dipende dal tenere il deficit vicino allo zero', ha detto Draghi.

Altro che rinvio del pareggio di bilancio dal 2015 al 2016, come domandato dall'Italia alla Commissione europea ad aprile. D'altronde, la richiesta e' stata gia' ufficialmente bocciata proprio dall'Ecofin presieduto da Padoan martedi'. Il monito del presidente della Bce si aggiunge a quello del Consiglio europeo, della Commissione europea, dell'Eurogruppo e dell'Ecofin. Di tutte le istituzioni europee, cioe', che nei diversi passaggi hanno partecipato alla stesura e approvazione delle Raccomandazioni al governo italiano. Altro che dibattito sulla flessibilita' - aggiunge Brunetta -: quello e' solo fumo negli occhi per nascondere la necessita' di ''sforzi aggiuntivi per rispettare il Patto di stabilita' e crescita'. Ne deriva una domanda: come fara' il ministro Padoan a garantire il pareggio di bilancio nel 2015 se ha basato la sua strategia di politica economica e tutti i suoi calcoli sul pareggio di bilancio nel 2016? Ecco perche' diciamo che la manovra correttiva e' sempre piu' vicina''. ''Il giorno della verita' e' fissato al 20 settembre, quando il governo dovra' presentare al Parlamento la Nota di aggiornamento al Def. E dovra' rivedere tutto l'impianto di politica economica. Cosa inventera' Renzi per giustificare il cambio di marcia? Lui e' tranquillo, tanto le elezioni europee le ha gia' vinte. A preoccuparsi sono gli italiani'', conclude Brunetta.

com/vlm

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