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pubblicato il 22/ott/2014 20:49

Contatti M5S-Pd su Consulta, Toninelli: ci diano nomi validi

"Donne? Ci rispettino, dicano che pensano dei nostri candidati"

Contatti M5S-Pd su Consulta, Toninelli: ci diano nomi validi

Roma, 22 ott. (askanews) - "Noi - dice Danilo Toninelli, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera e ambasciatore del Movimento 5 stelle per la discussione sull'elezione parlamentare di due giudici della Consulta - sappiamo che quella è la voce del loro capo". Il riferimento è alle anticipazioni di stampa secondo le quali Matteo Renzi ("il capo" in parola) sarebbe pronto ad offrire un accordo ai gruppi stellati per concordare due nomi "tecnici", più svincolati dalla politica. Dal Pd, evidentemente, è arrivata ai 5 stelle la conferma che quella è l'intenzione del presidente del Consiglio. Passo preventivo necessario: il ritiro, da parte del Pd, della candidatura di Luciano Violante, invisa a 5 stelle e comunque indebolita da troppe votazioni a vuoto.

Stamattina i parlamentari stellati delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, che seguono la "pratica" per conto dei loro gruppi, si sono riuniti per fare il punto della situazione. E ora cantano vittoria: "Grazie al M5S, per la prima volta - scrive Toninelli su Facebook - il metodo dello scambio di poltrone fallisce. Violante, garante di Berlusconi e privo perfino dei requisiti per la nomina viene messo da parte dopo lo scandalo di venti fumate nere". E per chiarire, nell'interminabile dibattito interno al movimento guidato da Beppe Grillo sul tema "dialogo-non dialogo", Toninelli circoscrive la novità: "Ricordatevi - scrive - che se Renzi bussa alla porta del M5S è solo perché non ha i numeri per eleggere chicchessia e quindi ha bisogno dei nostri voti".

Contatti sono in corso, fra gli sherpa democratici e quelli M5S, ma Toninelli pianta paletti precisi a nome dei suoi: "Intanto si decidano a rispettarci. Abbiamo proposto dei nomi di valore, da giugno, personalità non 'nostre' ma scelte sulla base delle competenze. Ci dicano che ne pensano. Poi non ci vengano a dire che vogliono delle 'donne', ma per il rispetto del genere femminile, ci diano nomi validi, nell'interesse del Paese, uomini o donne che siano". Quanto all'ipotesi di una apertura del Pd a un candidato al Csm proposto dal M5S (dopo che è decaduta per mancanza di requisiti Teresa Bene, a suo tempo indicata dai democratici), Toninelli avverte: "Noi abbiamo indicato il professor Alessio Zaccaria, una scelta avallata dagli attivisti con il voto on line. Non vediamo ragioni per rinunciare".

Il tema della eventuale trattativa su Consulta e Csm, comunque, ufficialmente non è all'ordine del giorno dell'assemblea congiunta deputati-senatori M5S in programma stasera sul Jobs act, e che potrebbe avere una coda velenosa con una proposta di espulsione per la deputata piemontese Eleonora Bechis, da tempo in urto con parte degli attivisti della sua regione.

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