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pubblicato il 13/ott/2014 20:35

Consulta, Violante ancora in campo ma Pd attende un nome da Fi

Spunta La Loggia. Verso fumata nera per Csm,M5S rilancia Zaccaria

Consulta, Violante ancora in campo ma Pd attende un nome da Fi

Roma, 13 ott. (askanews) - Non sono bastati il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e sette giorni trascorsi dall'ultima fumata nera del Parlamento in seduta comune per trovare un accordo sull'elezione dei due giudici costituzionali: alla vigilia della diciottesima votazione a scrutinio segreto delle Camere riunite, il Pd conferma la scelta di Luciano Violante mentre in Forza Italia si cerca ancora un sostituto di Ignazio Caramazza, ritiratosi martedì scorso dopo il secondo quorum mancato.

Il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, sottolinea come Violante abbia "ottenuto sempre un consenso superiore alla maggioranza assoluta dei componenti delle Camere" e il suo "auspicio è che, dopo ritiro professor Caramazza, il centrodestra trovi una candidatura ugualmente valida, di alto livello, che abbia il consenso dei gruppi parlamentari che la designeranno" perché "domani Senato e Camera, con il loro voto, hanno il dovere di restituire alla Corte l'indispensabile plenum". La scorsa settimana nel partito di Silvio Berlusconi si facevano i nomi di Giovanni Guzzetta, Francesco Paolo Sisto, Maurizio Paniz. Oggi circola quello dell'ex ministro Enrico La Loggia. Ma dal Pd fanno sapere che se i parlamentari azzurri non daranno indicazioni si voterà scheda bianca proprio per preservare Violante. Nelle ultime due sedute comuni infatti i consensi per l'ex presidente della Camera si sono assottigliati, l'ultima volta si è fermato a 506 voti, una quota ben lontana dal quorum di 570 necessario all'elezione.

Anche il Movimento 5 Stelle voterà scheda bianca: "Non avendo ricevuto risposte dal Pd su un nome diverso da Violante che per noi è ineleggibile continuiamo sulla strada seguita finora", ha spiegato al telefono Danilo Toninelli. Scriveranno invece il nome del giurista Alessio Zaccaria sull'altra scheda, quella per l'elezione del membro laico del Csm che dovrà sostituire Teresa Bene, eletta su indicazione dei democratici a Palazzo dei Marescialli e poi dichiarata ineleggibile: "Zaccaria è un nome di garanzia che avevamo fatto anche al Pd", ha detto Toninelli. Ma domani sul Csm il Pd riceverà indicazione di votare scheda bianca: non essendoci ancora un accordo sul sostituto della Bene, intanto, si vota per abbassare il quorum che nei primi due scrutini è la maggioranza dei tre quinti dei componenti mentre dal terzo è la maggioranza dei tre quinti dei votanti.

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