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pubblicato il 05/giu/2011 19:55

Consulta/ Domani il nuovo presidente, Quaranta favorito

Martedì prima decisione su quesito referendum nucleare

Consulta/ Domani il nuovo presidente, Quaranta favorito

Roma, 5 giu. (askanews) - Sarà la decisione sul nuovo quesito del referendum nucleare 'riscritto' dalla Cassazione la prima decisione alla quale il nuovo presidente della Corte costituzionale dovrà mettere il proprio sigillo. Sarà eletto domani dalla camera di consiglio e salvo sorprese sarà Alfonso Quaranta, magistrato del Consiglio di Stato, considerato vicino al centrodestra, a succedere a Ugo De Siervo, il cui mandato è scaduto a fine aprile. Il giorno dopo, martedì 7 giugno, la Consulta dovrà decidere se accogliere il ricorso del Governo contro il via libera al voto referendario deciso dall'ufficio centrale per il referendum della Cassazione nonostante il Dl omnibus avesse abrogato le norme sulle nuove centrali atomiche. Il successivo impegno di grande impatto politico nel calendario dei giudici costituzionali è quello del 6 luglio, quando dovranno decidere sull'ammissibilità del conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sollevato dalla Camera contro i magistrati milanesi sul caso Ruby. Il giudice Quaranta aveva già sfiorato l'elezione il 10 dicembre 2010, quando la candidatura di De Siervo (eletto dal Parlamento e di orientamento vicino al centrosinistra) aveva prevalso per 8 voti contro 7. Ma l'elemento politico non è il solo a determinare la contesa: proprio la breve durata delle presidenze affidate al giudice di nomina più antica anche se è prossimo alla scadenza (gli ex presidenti possono contare su una serie di costosi privilegi) è stata spesso criticata negli ultimi tempi. E Quaranta dalla sua ha ancora due anni e mezzo di mandato. Dopo la rinuncia del vicepresidente uscente Paolo Maddalena (in scadenza, come giudice costituzionale, a luglio), comunicata per lettera ai colleghi, resta da vedere se anche Alfio Finocchiaro, presidente di sezione della Cassazione, in scadenza a dicembre 2011, accetterà di farsi da parte o se si misurerà nella contesa. Domani i votanti saranno 14, visto che De Siervo non è ancora stato sostituito dal Parlamento. Dopo la fumata nera del 5 maggio scorso, le Camere sono state riconvocate in seduta comune per l'elezione del nuovo giudice il prossimo 23 giugno. E se i giudici rimarranno in 14, per le decisioni controverse il voto del presidente varrà doppio. Ecco perché dal mondo politico si guarda con grande attenzione al nome che

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