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pubblicato il 12/set/2014 17:48

Confcooperative, riqualificare spesa pubblica

"Per il welfare serve un privato a vocazione sociale" (ASCA) - Roma, 12 set 2014 - "Abbiamo necessita' di riqualificare la spesa pubblica, e proprio come fanno le imprese e le famiglie, siamo chiamati a fare piu' di prima spendendo meno di prima.

Dobbiamo costruire un progetto che sappia interpretare un bisogno di welfare inclusivo che, in una logica di sussidiarieta' finalmente accettata, affidi il compito a un privato a vocazione sociale". E' quanto ha affermato Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, nel suo intervento a Coop Days a Bolzano alla presenza, tra gli altri del sindaco di Firenze Nardella.

"Le circa 12.000 cooperative sociali attive in Italia erogano servizi ad oltre 7 milioni di famiglie. Numeri importanti questi che ne fanno un pilastro nei modelli di welfare del nostro Paese.

Dobbiamo, pero', produrre uno sforzo ulteriore come sistema Paese e passare dalla cultura dell'emergenza alla cultura della preparazione. Cio' vuol dire avere la capacita' di offrire un'alternativa alla sanita' pubblica che assorbe 2/3 dei bilanci regionali, con troppa spesa - spesso cattiva spesa - e con poca buona sanita'".

"La cooperazione sta costruendo proposte nuove per un agroalimentare che ha bisogno di aggregarsi per essere protagonista sul mercato globale a partire da Expo2015. Dobbiamo interpretare le necessita' dei giovani sul tema della casa e al tempo stesso affrontare situazioni di crisi industriali offrendo strumenti che dal basso, in un ciclo virtuoso di sapere e capitali, consentano la creazione di nuove realta' partecipate dai lavoratori".

"Significa privatizzare alcuni servizi pubblici, primo tra tutti il trasporto locale.Significa proporre la nascita di una cooperazione di utenza in un mercato oggi monopolizzato dalle multiutility e vederla affermarsi a beneficio dei cittadini. Per continuare a fare sempre meglio il proprio lavoro, le cooperative - conclude Gardini - devono saper leggere i cambiamenti, le novita', le nuove richieste, i nuovi bisogni, innovando i paradigmi delle possibili risposte".

DID

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