martedì 24 gennaio | 14:49
pubblicato il 29/giu/2011 19:13

Comunitaria/ Pdl e Responsabili, troppi assenti. Governo va sotto

Anche il coordinatore azzurro Verdini manca il voto sull'art. 1

Comunitaria/ Pdl e Responsabili, troppi assenti. Governo va sotto

Roma, 29 giu. (askanews) - Ventisette deputati del Pdl ma anche sei del gruppo dei Responsabili e almeno quattro del gruppo misto riconducibili alla maggioranza, due soli della Lega nord: sono gli assenti che facendo mancare il loro voto nell'aula della Camera hanno affondato questo pomeriggio l'articolo 1 della legge comunitaria, sulla quale già in mattinata la maggioranza aveva incassato una sconfitta. Nel Pdl c'erano anche sedici deputati in missione (in buona parte come di consueto ministri), ma fino a metà pomeriggio la maggioranza era stata comunque in grado di tenere. Tra quanti hanno 'bucato' il voto in auna del Pdl, nomi di peso come il coordinatore Denis Verdini, l'ex ministro Claudio Scajola, il legale di fiducia del premier Niccolò Ghedini, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, Mario Valducci leader dei 'Club della Libertà'. Ma chi conosce bene le correnti e la 'geopolitica' della maggioranza nega che ci sia un aggregato politico o geografico dietro le assenze: "E' un problema organizzativo - ammette a denti stretti un deputato azzurro - toccherà al capogruppo fare qualche riflessione". I Responsabili mancanti erano l'ex Pd Massimo Calearo, Pippo Gianni, Maria Grazia Siliquini, Antonio Milo, Domenico Scilipoti e Francesco Pionati, che però ha protestato con la presidenza dell'assemblea, sostenendo che gli è stato impedito di votare mentre era in aula. Da segnalare anche le assenze nel gruppo misto: Francesco Nucara, già 'reclutatore' dei deputati pro-Berlusconi all'epoca della sfiducia di dicembre, l'ex finiano Luca Barbareschi, e i centristi Calogero Mannino e Antonio Gaglione (non nuovo quest'ultimo alle assenze dalle votazioni). Non è bastata a riequilibrare le assenze della maggioranza una certa rilassatezza delle opposizioni: nove deputati del Pd, sette dell'Udc, due dell'Idv (compreso il leader Antonio Di Pietro) non avevano colto l'occasione che si stava profilando in aula. Forse perché anche loro, come ha commentato Umberto Bossi a caldo erano "stanchi" o "al bar".

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