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pubblicato il 25/gen/2014 12:00

Comunicato del Cdr di Tmnews

Chiarimenti sull'andamento della trattativa sindacale

Comunicato del Cdr di Tmnews

Roma, 25 gen. (askanews) - Le vicende di questi ultimi giorni hanno prodotto purtroppo una certa confusione nella redazione di Tmnews e anche tra chi guarda alle nostre vicende dall'esterno, a causa dei messaggi contraddittori che sono stati diffusi sulla situazione della nostra agenzia di stampa. E' necessario quindi fare un po' di chiarezza ricostruendo la vicenda. A novembre 2013 l'azienda ha proposto al comitato di redazione l'inasprimento del contratto di solidarietà, che attualmente comporta un taglio del 16,5% del costo del lavoro (e di conseguenza della capacità produttiva della redazione). Il comitato di redazione ha rifiutato tale approccio, ricordando all'azienda e all'azionista di maggioranza Luigi Abete che il varo del contratto di solidarietà era stato richiesto dall'azienda nell'ottica della possibile fusione con l'altra agenzia di stampa controllata dal gruppo Abete, l'Asca. Il cdr ha quindi proposto di discutere dello stato dei conti dell'agenzia a gennaio 2014, una volta che la proprietà avesse assunto la decisione finale sull'ipotesi di fusione e avesse ottenuto il via libera (con o senza incentivo per l'aggregazione) dalla presidenza del Consiglio, i cui contratti in convenzione rappresentano fonti rilevanti, seppure in misura diversa, per i bilanci delle due agenzie. L'assemblea dei redattori, contestualmente, ha consegnato al cdr il mandato per un pacchetto di scioperi e di iniziative pubbliche di lotta contro l'ipotesi di una immediata revisione del contratto di solidarietà. Tmnews, che in un primo tempo aveva manifestato l'intenzione di procedere comunque alla convocazione di un tavolo in sede nazionale per procedere all'aumento della percentuale di solidarietà, ha in un secondo momento - secondo quanto ha riferito al tavolo aziendale lo stesso dott. Abete, che nel frattempo ha assunto anche la carica di amministratore delegato pro-tempore - adottato l'opzione dell'apertura del confronto sulla fusione a gennaio e in sede aziendale, come ipotizzato dal cdr. Il confronto si è aperto il 23 gennaio scorso. In quell'occasione l'azionista-Ad ha proposto al cdr il percorso di una fusione da realizzarsi in tempi brevissimi (due-tre mesi al massimo), che comporterebbe un certo numero di esuberi non per la sola Tmnews ma da distribuire sulla somma del personale delle due agenzie e un possibile nuovo contratto di solidarietà per i giornalisti di entrambe le agenzie, una volta realizzata la nuova redazione unica. Nelle more di questo percorso l'azienda ha richiesto anche un provvedimento-tampone sul costo del lavoro della sola Tmnews, a valere fino alla realizzazione dell'aggregazione delle due agenzie. Il cdr ha ribadito la disponibilità dei giornalisti di Tmnews al percorso della fusione, a una sola condizione: la massima chiarezza sul progetto editoriale e sull'assetto definitivo della nuova redazione. Premessa necessaria, prima di aprire qualsivoglia discussione su costo del lavoro ed eventuali sacrifici in capo ai giornalisti. L'editore si è impegnato a produrre "un documento" di approfondimento. Come si vede si è aperto, in un modo che possiamo con cautela definire positivo, un confronto in azienda, sul quale è stata tempestivamente e dettagliatamente aggiornata la Fnsi, con la quale collaboriamo in piena sintonia da anni per la gestione delle nostre vertenze, con il contributo, quando necessario, di Stampa romana e della Stampa lombarda. Il comunicato con il quale il segretario della Fnsi Franco Siddi ha richiamato giustamente l'attenzione del Governo sulla situazione delle agenzie di stampa, al contrario, ha cancellato totalmente il percorso avviato, dando una rappresentazione con tutta evidenza parziale e distorta della situazione di Tmnews. Dal momento che la fonte delle notizie sull'agenzia non siamo noi rappresentanti dei giornalisti dell'agenzia, è forte la sensazione che qualcuno che non vede di buon occhio il progetto di fusione - magari per motivi più che legittimi di interesse aziendale o personale - abbia messo in circolazione tali informazioni distorte al fine di ostacolare dall'esterno il confronto apertosi in azienda. Ma quelle informazioni i vertici della Fnsi e il collega Siddi avevano il dovere di verificarle prima di farne oggetto di pubblica comunicazione che potrebbe danneggiare il futuro dei giornalisti di Tmnews. E' una regola elementare della professione, oltre che una norma elementare di comportamento, nel rispetto dei doveri di lealtà e di correttezza. Invece non solo Siddi non ci ha consultato prima, ma non è stato possibile nemmeno contattarlo dopo la pubblicazione della sua lettera al Governo - quando lo abbiamo cercato prima della diffusione del nostro comunicato. Di fronte a questa situazione, non abbiamo potuto fare altro che tutelare gli interessi della nostra redazione e denunciare il comportamento del segretario Fnsi. Siamo certi che la nostra redazione risponderà compatta a eventuali tentativi di addossare a noi la responsabilità di una rottura del fronte sindacale, e che l'editore non si farà fuorviare da eventuali tentativi di mettere i bastoni fra le ruote di un progetto che comporterà un confronto difficile fra le parti, i cui esiti non sono affatto scontati, ma che guarda a un futuro che dovrebbe interessare non solo i giornalisti delle redazioni interessate ma anche il sindacato. Il Cdr di Tmnews

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