mercoledì 22 febbraio | 17:15
pubblicato il 22/nov/2011 05:10

Commissioni/'Risiko' fermo. Maroni: La Lega non chieda poltrone

Presidenti disponibili a lasciare ma puzzle ancora in stand by

Commissioni/'Risiko' fermo. Maroni: La Lega non chieda poltrone

Roma, 22 nov. (askanews) - Ognuno al suo posto: non si muove nulla per ora nella partita che la Lega, unico partito all'opposizione del governo Monti, aveva aperto la scorsa settimana sulla presidenza delle commissioni di garanzia (Vigilanza e Copasir). Seppure pronti, se il 'capo', Umberto Bossi, lo chiede, a rimettere il proprio mandato, quindi, Giancarlo Giorgetti, Stefano Stefani, Angelo Alessandri, Manuela Dal Lago restano rispettivamente alla guida della Bilancio, Esteri, Ambiente e Attività Produttive alla Camera e Rossana Boldi alle Politiche Ue del Senato. "Non ci interessano le presidenze di commissioni. La Lega è all'opposizione e starà all'opposizione", dice il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Marco Reguzzoni, al termine di tre ore di riunione in via Bellerio a Milano. E ai cronisti che insistono chiedendogli se la Lega ha intenzione di lasciare la presidenza delle Commissioni che già detiene risponde: "Vedremo ma non è una partita che faremo". Dal canto suo Roberto Maroni torna a smentire quanti lo annoverano tra i papabili per sostituire Massimo D'Alema alla guida del Copasir: "Ora farò solo il leghista. Non cerco poltrone, non mi interessano". E bacchetta pure il partito: "Cioè mentre Monti salva l'Italia la Lega litiga per qualche poltrona? Francamente, no. La Lega non deve chiedere nulla, anzi deve sfruttare questa occasione per dimostrare quanto può essere forte il potere delle autonomie, ad esempio facendo sentire forte la voce dei sindaci leghisti contro l'aumento dell'Ici annunciato da Monti. Penso sia meglio per noi rafforzare il partito, piuttosto che stare a Roma a scaldare le sedie in Parlamento". Tuttavia, la questione Commissioni potrebbe non essere chiusa. Intanto c'è ancora una lettera di D'Alema ai presidenti delle Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani, in cui il democratico, in seguito al 'passaggio' del Pd nella maggioranza che sostiene il governo, ha rimesso il suo mandato al Copasir che, per legge, spetta all'opposizione. Fini oggi ha spiegato che la vicenda è "senza precedenti" e per risolverla c'è bisogno di "un confronto tra le varie forze parlamentari". Un confronto che non si apre nemmeno, se la Lega, come sembra finora, non lascia le commissioni permanenti. Fa gola soprattutto la Esteri: a D'Alema ma anche all'ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Se Bossi dovesse decidere di lasciare la presidenza delle commissioni permanenti, comunque, la partita che si apre, fanno notare fonti parlamentari del Carroccio, è ben più ampia di quella delle commissioni di garanzia. All'opposizione infatti spetterebbero anche due vicepresidenti della Camera (attualmente sono tutti espressione della maggioranza che sostiene il governo Monti), un questore di Montecitorio, qualche posto in più anche in Ufficio di presidenza a Montecitorio insomma dove attualmente siede soltanto il leghista Giacomo Stucchi.

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