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pubblicato il 08/lug/2014 12:00

Commissione approva modifiche a titolo V Costituzione

Aumentano competenze regioni, scompare legislazione concorrente

Commissione approva modifiche a titolo V Costituzione

Roma, 8 lug. (askanews) - La commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato le modifica al titolo V della Costituzione. In particolare si tratta degli articoli 116, 117 e 119. L'articolo 116, approvato nella seduta della mattina, prevedeva che le regioni potessero chiedere autonomia in alcune materie come l'organizzazione della giustizia di pace, l'istruzione e la tutela dell'ambiente dell'ecosistema e dei beni culturali con un'intesa con lo Stato. Nel testo base del governo si pensava di sopprimere totalmente questa possibilità, riducendo di fatto il potere delle regioni. Con un emendamento presentato dai relatori, a seguito dell'accordo politico tra maggioranza e Lega, questa possibilità è rientrata in costituzione con l'introduzione però di un vincolo di bilancio. Ossia l'autonomia in quelle materie può essere affidata alla regioni "purchè sia in condizione di equilibrio tra l ntrate e le spese del proprio bilancio". L'articolo 117 della Costituzione riguarda la potesta legislativa delle regioni. La modifica introdotta sopprime totalmente la legislazione concorrente tra stato e regioni e lascia agli enti locali il potere di legiferare su "pianificazione del territorio regionale, mobilità al suo interno, dotazione infrastrutturale, programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito dei servizi alle imprese e in materia di servizi scolastici, istruzione e formazione professionale, promozione del diritto allo studio, anche universitario, di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali, della valorizzazione dei beni ambientali e paesaggistici, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di regolazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni finanziarie tra gli enti territoriali della regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali locali di finanza pubblica, nonchè in ogni materia non espressamente riservata alla competenza dello Stato". (segue)

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