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pubblicato il 26/feb/2011 08:19

Cinema/La Francia coi Cesar premia Polanski per la miglior regia

Per The Ghost Writer, "L'uomo nell'ombra"

Cinema/La Francia coi Cesar premia Polanski per la miglior regia

Roma, 26 feb. (askanews) - L'ombra degli arresti domiciliari in Svizzera, il processo per stupro negli Stati Uniti, tutto finito: Roman Polanski con la vittoria per la miglior regia ieri ai Cesars in Francia (per "The Ghost writer") si è visto assegnare una statuetta che è anche un simbolo di accettazione e rinascita - e proprio per questo fa polemica in Francia. Il film di Polanski, targato 2010, "L'uomo nell'ombra" in italiano, ha per protagonisti Ewan McGregor, Jon Bernthal e James Belushi. E' la storia di uno scrittore pagato per completare le memorie di un ex primo ministro britannico, compito durante il quale scopre dei segreti che mettono in pericolo la sua vita. Il film è stato premiato dalla giuria dei Césars (presieduta da Jodie Foster) non solo per la miglior regia ma anche per il miglior adattamento (di Polanski e Robert Harris, autore del thriller politico originale), la miglior colonna sonora (del francese Alexandre Desplat, candidato anche all'Oscar per "Il discorso del re"), e miglior montaggio per Hervé de Luze, fedele collaboratore di Polanski. Il regista di origine polacca ha finito il film in detenzione. Ricevendo la statuetta dalle mani di Emmanuelle Béart ha detto "QUesto film è stato terminato in gran fretta, ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto, mia moglie, i miei figli, i collaboratori e gli amici. Grazie, grazie, grazie". La vicenda giudiziaria di Polanski è terminata l'11 luglio del 2010, quando la Svizzera ha deciso di non estradare il regista negli Stati Uniti dove è ricercato per un caso di stupro su una tredicenne risalente al 1977, una vicenda che ha suscitato enormi polemiche. Il regista del "Pianista" era stato arrestato il 26 settembre 2009 al suo arrivo a Zurigo, in base ad un mandato di arresto statunitense. Dopo due mesi di carcere, gli erano stati imposti gli arresti domiciliari, dietro pagamento di una cauzione di tre milioni di euro.

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