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pubblicato il 10/set/2012 10:02

Cinema/ Bellocchio furioso: "Niente lezioni, mai più in gara"

E Garrone: "I film devono trovare in giuria più di un consenso"

Cinema/ Bellocchio furioso: "Niente lezioni, mai più in gara"

Roma, 10 set. (askanews) - Niente premi per "Bella addormentata" di Marco Bellocchio al festival di Venezia; e il regista del film dedicato all'interruzione della vita e al caso Englaro, intervistato dal Corriere della Sera, esce dal silenzio assicurando che i suoi film non andranno più in gara. E respinge l'idea che il cinema italiano sia troppo autoreferenziale: "di queste imbecillità ne ho piene le scatole. A chi parla di autoreferenzialità vorrei chiedere: ma tu che hai capito del mio film?" Una pellicola tiene a sottolineare contesa "da tutti i grandi festival internazionali. Tra pochi giorni lo porterò a Toronto poi a New York, Rio, Mosca, Tokyo, Telluride..." Sulla giuria di Venezia guidata da Michael Mann dice di non volersi esprimere però commenta che il cinema di Mann "è impeccabile ma non mi interessa: abbiamo idee totalmente diverse". La giuria "ha giudicato secondo una sua idea di bellezza... Ma non ci vengano a dare lezioni su che cosa gli italiani dovrebbero raccontare al cinema". Anche perchè "chi viene da Oltreoceano talora ha difficoltà a capire qualcosa dell'Italia, che cosa davvero succede da noi, quali siano le forze politiche in gioco, la nostra tradizione cattolica, il peso del Vaticano... Per questo spara obiezioni superficiali con la supponenza di chi si considera padrone del mondo". "Io ho affrontato con rispetto e in modo complesso un tema arduo e delicato come il fine vita" ribadisce il regista che ripete di aver voluto evitare un'opera a tesi, "per questo il film ha bisogno di più tempo per essere capito fino in fondo; il ritmo di un festival non lo permette". E per il futuro, basta. "Ho partecipato alla competizione e sono stato sconfitto. Lamentarmi no... Ho comunque preso una decisione: non parteciperò mai più a un festival. Questo è stato l'ultimo della mia carriera". Lì'Italia esce pressochè a mani vuote da Venezia che ha premiato "Pietà" del sudcoreano Kim Ki-duk; e se ne duole anche il giurato Matteo Garrone. Il regista di "Gomorra" citato dalla Stampa osserva che "ammiro Bellocchio e sono suo amico". Però si arrabbia per il provincialismo che chiede 'il premio all'Italia': "I film devono trovare in giuria più di un consenso. Non leggiamo le critiche e nemmeno le notizie sui minuti di applausi... E io ero solo uno degli otto giurati". Anche il pluripremiato "Gomorra" non è entrato "nella short list precinquine" degli Oscar ma "Che ho fatto? Niente. Mi avete sentito dire qualcosa? No". Però una conclusione l'ha raggiunta anche Garrone: "Non voglio più fare il giurato, soprattutto in un festival italiano".

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