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pubblicato il 08/apr/2013 20:06

Chiaromonte: Severino, da lui insegnamento per superare sfide

Chiaromonte: Severino, da lui insegnamento per superare sfide

(ASCA) - Roma, 8 apr - ''Viviamo in tempi non facili: paura del futuro, sfiducia sono sentimenti che molti nostri concittadini, soprattutto giovani, nutrono. La storia umana e professionale di Gerardo Chiaromonte ci insegna che cultura, coscienza civica e una politica attenta ai valori e ai bisogni dei cittadini permettono di affrontare e superare anche le nostre sfide piu' difficili''. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino intgervenendo alla commemorazione, a vent'anni dalla sua scomparsa, di Gerardo Chiaromonte, a Palazzo Giustiniani.

Ricordando l'insegnamento di Chiaromonte, ''che postula insieme che del nuovo non si abbia paura e che comunque il 'vecchio' non possa essere del tutto rinnegato'', Severino ha richiamato tra le altre, la ''nitida convinzione'' dello statista scomparso ''che non puo' esserci per nessuno una zona grigia tra il diritto, la legalita' e la loro violazione''.

''Risuonano ancora le coraggiose parole pronunicate nel suo ultimo discorso a Napoli, a difesa dell'operato dei magistrati, ma con un forte richiamo all'osservanza delle regole dello Stato di diritto e a un uso equilibrato degli strumenti a disposizione quali la carcerazione per motivi cautelari'' ha proseguito il ministro.

Dunque, ''o c'e' Stato di diritto e Stato dei diritti oppure c'e' violazione del diritto e dei diritti. Uno stato di diritto in cui si parla di una giustizia non urlata ma comunemente accettata e in cui le funzioni piu' elevate dello Stato, come quelle della Commissione antimafia, rispettano il perimetro loro assegnato dall'ordinamento. Un confine, un perimetro che Chiaromonte fece sempre proprio e della Commissione antimafia, con convinzione''.

''Tenendo la barra dritta sul principio che non si dovesse 'fare di ogni erba un fascio: dell'amministrazione dello Stato, delle varie strutture pubbliche e anche dei partiti e degli uomini politici' - ha continuato Severino - si dichiaro' contrario all'equivoco di fondo per cui la Commissione antimafia fosse una specie, sono parole di Chiaromonte, di 'giustiziere del re, una sorta di comitato di salute pubblica destinato a far cadere testa su testa'.

Trovo questo pensiero veramente emblematico di un grandissimo rigore morale, di un equilibrio non comune, di una esemplare forma di rispetto delle istituzioni, certo, ma anche dei diritti delle persone''.

njb

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