martedì 24 gennaio | 14:33
pubblicato il 26/gen/2012 21:35

Centrosinistra/Idv-Sel:Appello a Pd, da Bersani aut aut a ex pm

D'Alema: Responsabilità fase transizione riguarda tutti

Centrosinistra/Idv-Sel:Appello a Pd, da Bersani aut aut a ex pm

Roma, 26 gen. (askanews) - Idv e Sel lanciano un appello al Pd per chiedere che si riapra il cantiere dell'alternativa di governo ma Pier Luigi Bersani pone un aut aut ad Antonio Di Pietro: basta con le accuse di inciuci o l'alleanza salta. Il governo Monti sta diventando la cartina di tornasole dei rapporti tra i partiti del centrosinistra e, alla vigilia della tornata elettorale di amministrative, gli alleati minori cercano di rinsaldare i rapporti con i Democratici. Il problema, a ben vedere, riguarda soprattutto Di Pietro. Il leader di Sel, infatti, consapevole che la fase di transizione rischia di modificare l'intero assetto politico, si mostra meno duro nei confronti dei 'tecnici' e soprattutto più "rispettoso" verso il Pd che li sostiene. Il leader di Idv invece in questi mesi ha usato parole pesanti verso il Pd, lo ha accusato di 'inciucio' e spesso ha attaccato le misure più dure del governo per intercettare il malcontento di una parte dell'elettorato di sinistra. Una linea che Bersani ora non è più disposto a tollerare, soprattutto pensando alle alleanze future, pur non volendo davvero rompere a sinistra. "A Di Pietro lo dico amichevolmente, malgrado qualche volta si sia lasciato andare a termini come inciucio: sia chiaro, noi questo atteggiamento ad un alleato non lo consentiamo. Ciascuno si prenda le sue responsabilità per quello che dice", ha scandito il segretario del Pd in un'intervista all'Unità uscita proprio nella giornata che Di Pietro e Vendola avevano scelto per rilanciare la proposta di alternativa di governo al Pd. "Invece di tirare per la giacca me e lavarsene le mani, sarebbe meglio se si impegnasse anche lui in Parlamento - ha insistito Bersani rivolto all'ex pm -. Se tutti dicessimo 'voto solo quello che mi piace' saremmo al punto di partenza. Io accetto tutto, ma non le furbizie". Nella conferenza stampa congiunta Vendola e Di Pietro hanno deciso di leggere come un'apertura al dialogo le parole di Bersani: "Riapriamo subito il cantiere del centrosinistra, a prescindere da come ci si posiziona rispetto al governo Monti o rischiamo di far rinascere i populismo", ha detto il governatore pugliese. Di Pietro invece ha preso un impegno: non accuserà più il Pd di inciucio. "Rispettiamo la loro scelta - ha aggiunto il leader di Idv - ma loro rispettino la nostra, non votiamo sì a priori senza leggere i provvedimenti". Parole, anzi "buoni propositi" che Bersani ha detto di "apprezzare" ma ribadendo la sua linea: "Penso a un centrosinistra che si rivolge ai moderati, per fare questo ci vuole un centrosinistra di governo che dia garanzie di stabilità e coerenza. Questo passaggio è un banco di prova", ha avvertito. Massimo D'Alema è ancora più esplicito: "Noi non vogliamo dilapidare il rapporto con le altre forze di centrosinistra ma è chiaro che, in questa fase di transizione ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, non lasciarle solo a noi, per poi attaccarci" e poi Sel e Idv devono capire che "il Pd lavora anche per allargare il campo ai moderati". E' noto inoltre che nel Pd ci sono opinioni diverse sulle alleanze future, anche se ogni posizionamento sconta l'incertezza del quadro che emergerà alla fine dell'esperienza del governo Monti, della possibile riforma della legge elettorale e della eventuale scomposizione e ricomposizione del centrodestra. Per gli ex Ppi come Fioroni o come Marco Follini però la cosiddetta foto di Vasto è ormai superata e si deve puntare ad un patto con il terzo polo, ma anche pezzi della maggioranza del Pd come Enrico Letta sono da tempo insofferente verso le posizioni 'estremiste' di Idv. Infine i veltroniani, grandi sostenitori del governo Monti, sembrano non voler rinunciare all'idea della vocazione maggioritaria. "Il Pd sta sostenendo un governo serio che sta cercando di salvare e cambiare l'Italia - spiega Walter Verini -, un progetto di medio periodo basato su crescita, equità e rigore, questa è la bussola, che tra l'altro viene premiata dai sondaggi, sui cui può essere impostato ogni dialogo".

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