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pubblicato il 23/nov/2013 15:59

Centrodestra: Mazzotta (Sturzo), dovere Dottrina sociale contribuire

Centrodestra: Mazzotta (Sturzo), dovere Dottrina sociale contribuire

(ASCA) - Roma, 23 nov - Assemblea Popolare e Nuovo Centro Destra hanno presentato oggi a Roma i loro percorsi e Radio Vaticana ha voluto sentire in proposito la opinione di Roberto Mazzotta, presidente dell'Istituto Luigi Sturzo.

Mazzotta, un'esperienza da ministro nella DC, riflette cosi' ad alta voce: ''In un periodo cosi' duro della vita italiana, non sarebbe un dovere per tutto quel mondo che si richiama alla Dottrina sociale cristiana, che e' un corpus organico, dare un contributo in maniera ordinata alla possibilita' di tenere insieme questa societa' che si sta disfacendo? Ecco, io credo che il problema oggi sia questo: far qualcosa di piu', di diverso e di dissimile dall'ultimo ventennio''.

''Questo vuol dire ricostruire, in qualche modo, una post -Democrazia cristiana o cosa?'', chiede Radio Vaticana.

''Cercare di vedere se la realta' che ci richiama a quella cultura non e' in grado di dare risposte ai problemi piu' grossi di ordine civile, istituzionale, economico, sociale - risponde Mazzotta - quindi di dare un contributo sui problemi e sui comportamenti. E poi vedere quali ricadute politiche puo' avere tutto questo: se quella di rimettere insieme un'esperienza come quella fatta nel passato, o invece di portare avanti un'esperienza aperta, che non ha una qualificazione limitata al nostro mondo, ma che ha l'anima culturale e concettuale che viene dalla nostra cultura, senza limiti. La Democrazia cristiana ha dato un contributo immenso alla vita di questo Paese, ma in una situazione internazionale e di conflitto politico interno, che oggi non c'e' piu'. Quindi, oggi, bisogna fare qualcosa di diverso, ma bisogna fare qualcosa, perche' continuare a guardare in maniera apparentemente distaccata, come se non c' entrassimo niente, un Paese che va alla malora, secondo me qualche responsabilita' ce la da'''.

''Il bipolarismo, dunque, come l'abbiamo inteso finora, secondo lei, e' finito?'', incalza Radio Vaticana.

''Il bipolarismo per esistere deve avere i poli. Uno sta dichiarando di essere arrivato in porto, se possiamo chiamare ''porto'' la conclusione. Sull' altro - afferma il presidente dell'Istituto Sturzo - non scommetterei tantissimo: con il dibattito interno che si sta svolgendo, un certo orientamento della futura segreteria che, peraltro, andra' a una persona molto interessante, quel polo puo' avere le caratteristiche opportunistiche per restare insieme, ma le caratteristiche politiche no. Francamente, credo siano anche loro alla vigilia della scomposizione. O vogliamo che il sistema politico si disgreghi in gruppuscoli e prevalgano le posizioni di protesta e di disperazione o, se si vuole ricostruire qualcosa di positivo, bisogna ricostruirlo non su una memoria, non su un'aspirazione, ma su dei valori, su dei principi, su dei progetti''.

red/sat

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