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pubblicato il 10/gen/2012 16:30

Cei/ Migrantes: Italia diversamente cattolica,1,4milioni islamici

Oltre 1.400mila ortodossi, 204mila nuovi protestanti

Cei/ Migrantes: Italia diversamente cattolica,1,4milioni islamici

Città del Vaticano, 10 gen. (askanews) - Oltre un milione e mezzo di musulmani, oltre 1.400mila ortodossi, 204mila nuovi protestanti: sono alcune delle cifre fornite dalla fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana per sottolineare che l'Italia è ormai divenuto una nazione "diversamente cattolica". I dati sono stati illustrati da mons. Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, nel corso di una conferenza stampa per la presentazione della Giornata mondiale delle migrazioni (15 gennaio). "L'immigrazione non solo sta cambiando il volto dell'Italia - ha detto Perego - ma sta cambiando anche il volto del cattolicesimo italiano e della Chiesa italiana, oltre che indicare strade nuove dell'ecumenismo e del dialogo religioso nel nostro Paese. Al 31 dicembre 2010 tra i 4.570.317 stranieri residenti in Italia vi erano 2.465.000 cristiani (53,9%), 1.505.000 musulmani (32,9%), 120.000 induisti (2,6%), 89.000 buddhisti (1,9%), 61.000 fedeli di altre religioni orientali (1,3%), 46.000 che fanno riferimento alle religioni tradizionali, per lo più dell'Africa (1,0%), 7.000 ebrei (0,1%) e 83.000 (1,8%) appartenenti ad altre religioni. 196.000 immigrati (4,3%) si dichiarano atei o non religiosi, in prevalenza provenienti dall'Europa e dall'Asia (dalla Cina in particolare). I numeri delle diverse confessioni cristiane sono così suddivisi: 1.405.000 ortodossi, 876.000 cattolici, 204.000 protestanti e 33.000 che fanno parte di altre comunità cristiane. Nel 2010, rispetto all'anno precedente, i cristiani sono aumentati di 4 punti percentuali, i musulmani dello 0,9% e i fedeli di religione orientale appena dello 0,4%". "E' un mondo cristiano e religioso straordinario, che chiede un dialogo ecumenico e religioso rinnovato nella quotidianità, costruito su esperienze di studio, di ricerca, di incontro e di dialogo con i nostri 'fratelli', come ha invitato a fare il Concilio Vaticano II (pensiamo all'attualità di documenti conciliari come Unitatis redintegratio, Nostra Aetate)", ha detto mons. Perego. "La Chiesa italiana è invitata dalle migrazioni a ripensarsi a partire da storie cattoliche e cristiane differenti: a ripensare i luoghi educativi (gli oratori e le scuole e le università cattoliche in particolare), la liturgia, che è stata arricchita da tradizioni diverse (bizantina, siro-malabarese...), gli itinerari di fede e di iniziazione cristiana, il presbiterio diocesano (ricco di 2300 sacerdoti immigrati), il mondo delle religiose (oltre 3000 provenienti da altri Paesi del mondo), lo stile e gli strumenti di accoglienza, i mezzi di comunicazione sociale".

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