venerdì 09 dicembre | 00:59
pubblicato il 14/set/2013 12:48

Cattolici: Zanfrini, migranti banco di prova per riforma welfare

(ASCA) - Torino, 14 set - Le migrazioni internazionali smascherano i limiti dei nostri sistemi di protezione sociale dei bisognosi e dei vulnerabili. I migranti sono una sorta di archetipo dell'uomo protagonista di percorsi biografici e lavorativi reversibili e versatili. Ma se il problema e' avvertito piu' drammaticamente da questa fetta della popolazione, e' anche una spia della inadeguatezza di un sistema basato su vincoli geografici in una realta' mondiale sempre piu' interdipendente. Sono insomma un banco di prova straordinario per un'azione riformatrice che rifletta la centralita' della persona e l'ambizione di tenere insieme l'ideale di uguaglianza con quello del rispetto delle differenze. Questioni quindi come l'appartenenza, la giustizia e la partecipazione possono essere affrontate sotto una nuova luce proprio grazie alla presenza della categoria dei migranti. E' il ragionamento di Laura Zanfrini, ordinario di sociologia delle differenze all'Universita' Cattolica, intervenuta ieri alla settimana sociale dei cattolici italiani. ''In un'epoca che intensifica le interdipendenze su scala globale e la mobilita' internazionale, non solo per ragioni di lavoro, i vincoli geografici nell'accesso ai diritti e alle prestazioni costituiscono un problema oggi avvertito soprattutto da quelli che consideriamo migranti, ma destinato a riguardare frange sempre piu' ampie della popolazione mondiale''. Oggi, spiega la docente, anche i paesi piu' generosi sotto il profilo del Welfare condizionano le prestazioni a un ruolo attivo nell'economia nazionale ''consentendo agli stati di influire sulla composizione della propria popolazione in modo da massimizzarne la produttivita'''. Si pensi al ricongiungimento familiare, dice Zanfrini, considerato per un verso un diritto inviolabile, ma al tempo stesso ''esigibile sulla base di criteri che lo rendono selettivo''. Nel suo intervento Zanfrini smaschera una delle contraddizioni piu' evidenti del ruolo degli immigrati. E' il tema delle badanti, o in parte anche alle colf, che sono diventate una stampella insostituibile del nostro welfare, della possibilita' di ricomporre famiglia e lavoro, ma che sono spesso relegate in una condizione di segregazione occupazionale, inconciliabile con la propria vita familiare e affettiva. Tra i suggerimenti indicati dalla studiosa il sostegno della genitorialita' a distanza, quello ai processi di ricongiungimento familiare, la tutela del futuro pensionistico e previdenziale dei lavoratori immigrati, ma anche la necessita' di affrontare un ripensamento della qualita' della dignita' e della cultura del lavoro.

eg/vlm/ss

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Pontassieve riaccoglie Renzi: "non molli ora, deve andare avanti"
Governo
Mattarella apre consultazioni,l'arbitro silente debutta in campo
Governo
Renzi domani torna a Roma, oggi pranzo dal padre e poi a Messa
Governo
Crisi, Grillo: elezioni subito senza scuse, legge elettorale c'è
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni