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pubblicato il 14/set/2013 12:48

Cattolici: Zanfrini, migranti banco di prova per riforma welfare

(ASCA) - Torino, 14 set - Le migrazioni internazionali smascherano i limiti dei nostri sistemi di protezione sociale dei bisognosi e dei vulnerabili. I migranti sono una sorta di archetipo dell'uomo protagonista di percorsi biografici e lavorativi reversibili e versatili. Ma se il problema e' avvertito piu' drammaticamente da questa fetta della popolazione, e' anche una spia della inadeguatezza di un sistema basato su vincoli geografici in una realta' mondiale sempre piu' interdipendente. Sono insomma un banco di prova straordinario per un'azione riformatrice che rifletta la centralita' della persona e l'ambizione di tenere insieme l'ideale di uguaglianza con quello del rispetto delle differenze. Questioni quindi come l'appartenenza, la giustizia e la partecipazione possono essere affrontate sotto una nuova luce proprio grazie alla presenza della categoria dei migranti. E' il ragionamento di Laura Zanfrini, ordinario di sociologia delle differenze all'Universita' Cattolica, intervenuta ieri alla settimana sociale dei cattolici italiani. ''In un'epoca che intensifica le interdipendenze su scala globale e la mobilita' internazionale, non solo per ragioni di lavoro, i vincoli geografici nell'accesso ai diritti e alle prestazioni costituiscono un problema oggi avvertito soprattutto da quelli che consideriamo migranti, ma destinato a riguardare frange sempre piu' ampie della popolazione mondiale''. Oggi, spiega la docente, anche i paesi piu' generosi sotto il profilo del Welfare condizionano le prestazioni a un ruolo attivo nell'economia nazionale ''consentendo agli stati di influire sulla composizione della propria popolazione in modo da massimizzarne la produttivita'''. Si pensi al ricongiungimento familiare, dice Zanfrini, considerato per un verso un diritto inviolabile, ma al tempo stesso ''esigibile sulla base di criteri che lo rendono selettivo''. Nel suo intervento Zanfrini smaschera una delle contraddizioni piu' evidenti del ruolo degli immigrati. E' il tema delle badanti, o in parte anche alle colf, che sono diventate una stampella insostituibile del nostro welfare, della possibilita' di ricomporre famiglia e lavoro, ma che sono spesso relegate in una condizione di segregazione occupazionale, inconciliabile con la propria vita familiare e affettiva. Tra i suggerimenti indicati dalla studiosa il sostegno della genitorialita' a distanza, quello ai processi di ricongiungimento familiare, la tutela del futuro pensionistico e previdenziale dei lavoratori immigrati, ma anche la necessita' di affrontare un ripensamento della qualita' della dignita' e della cultura del lavoro.

eg/vlm/ss

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