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pubblicato il 18/gen/2014 13:38

Cattolici: Castagnetti, Ppi non ha fallito ha compiuto la sua missione

Cattolici: Castagnetti, Ppi non ha fallito ha compiuto la sua missione

(ASCA) - Roma, 18 gen 2014 - A distanza di 20 anni dalla nascita del Ppi, per Pierluigi Castagnetti (ultimo segretario nazionale del Ppi) l'aspetto piu' positivo e' il contributo e la diffusione di una cultura cattolico democratica nella politica. Prima come difesa e affermazione di valori condivisi e poi come promotore decisivo per nuove aggregazioni politiche, approdate attraverso l'esperienza dell'Ulivo alla nascita del Partito Democratico. D - A venti anni dalla sua nascita, cosa rimane del Ppi?. CASTAGNETTI - ''Rimangono le idee migliori della tradizione cattolico democratica. La forma partito della Dc che in qualche modo aveva assolto alla missione della ricostruzione del Paese, di fatto e' cessata nel 1994 per una serie di ragioni: storiche, nel senso delle condizioni in cui era nata la Dc, c'e' stata la caduta del muro nell'89, la fine dell'unita' politica dei cattolici sull'onda del Concilio, i cattolici divenuti minoranza sociale. Tutte queste ragioni si sono poi intrecciate nella questione morale, con la cosiddetta Tangentopoli, grave per tutto il sistema politico ma che per un partito di ispirazione cristiana e' stata vissuta come uno scandalo imperdonabile. Nel 1994 Martinazzoli con la nascita del Ppi ha fatto un tentativo disperato di ricostruire una base di presenza politica dei cattolici. E significativamente lui parlava di ''ricominciamento'', di un ''nuovo inizio''. Quel tentativo si risolse in una sconfitta elettorale, ma sconfitta dignitosa visto che nel Patto per l'Italia registrammo il 17% dei consensi. Era un tentativo di sottrarsi ad una logica bipolare che il Ppi non condivideva. Le cose poi sono andate verso la spaccatura. Una spaccatura voluta da Rocco Buttiglione per andare con Berlusconi. Chi e' rimasto ha fatto una scelta analoga ma di segno opposto. Comunque e' finita la presenza autonoma dei cattolici in politica e unitaria sul piano elettorale. Il Ppi fino al 2001 ha avuto una sua autonomia e una capacita' di presenza nelle elezioni e poi ha contribuito a dare vita a nuovi processi aggregativi, prima la Margherita, poi L'Ulivo e il Partito Democratico''. D - Dal punto di vista culturale le cose sono andate meglio?. CASTAGNETTI - ''A livello di cultura oggi c'e' da essere contenti. Basta pensare ad alcuni cardini del pensiero popolare: l'europeismo, l'economia sociale di mercato, la necessita' di dare un'anima, una dimensione umana alla politica. Tutto questo rappresenta certo un successo della tradizione culturale fondata da Sturzo nel 1919 e in fatti a 95 anni ricordiamo anche 'l'appello ai liberi e forti'. Diciamo che e' riuscita a permeare le altre culture che all'inizio avevano posizioni diverse. Ricordo una bella lettera di De Gasperi ad Attlee che nel '45 gli aveva chiesto di spiegargli cos'era questo partito di ispirazione cristiana. E alla domanda fino a quando durera'? De Gasperi risponde: il giorno in cui le nostre idee saranno condivise da tutti non ci sara' piu' bisogno. Da un certo punto di vista oggi possiamo dire che questa tradizione ha compiuto la sua missione. Non l'ha fallita, l'ha compiuta''. min/sam/

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