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pubblicato il 15/mag/2013 11:35

Caso Ruby: Marina Berlusconi, farsa che non doveva...(1 update)

(ASCA) - Roma, 15 mag - ''Il processo Ruby? Quello non e' un processo, e' una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l'accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l'ombra''. Lo sostiene Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista che il settimanale Panorama pubblichera' nel numero in edicola da domani. ''Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre - sostiene Marina - e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti. Certi interrogatori, nella loro sconcertante insistenza, facevano pensare ben piu' al voyeurismo che alla ricerca della verita'''. La figlia dell'ex premier ne e' sicura, ''finira' tutto in una bolla di sapone, come sempre. Ma all'associazione della gogna non importa nulla di come andra' a finire, interessa solo la condanna mediatica. E, quando il teorema dell'accusa crollera', quale interdizione dovrebbe essere chiesta per coloro che hanno costruito questa montatura infernale?''.

Marina Berlusconi parla di ''un attacco concentrico. Un assedio. L'obiettivo e' chiaro: colpire una volta di piu' mio padre, come politico, come imprenditore, ma anche nella sua dignita' di uomo. E, una volta di piu', per colpire Silvio Berlusconi non si fermano neppure davanti al rischio di fare danni gravi, molto gravi, all'intero Paese''.

Marina parla anche del processo Unipol, di quello per i diritti Mediaset, e degli ''attacchi al patrimonio''.

Cita ''quell'esproprio da 564 milioni per la vicenda del Lodo Mondadori'' e aggiunge: ''Per chi avesse ancora dei dubbi sull'aria che tira nel palazzo di giustizia di Milano, c'e' anche la sentenza sul divorzio di mio padre. La cifra fissata mi pare dimostri come ogni senso della realta' e della misura sia stato ampiamente superato''.

Alla domanda su che cosa si attende dai processi in corso e dalle sentenze che arriveranno, il presidente di Mondadori risponde: ''Posso dirle quel che dovrei attendermi. Una cosa soltanto. Giustizia''. ''Tutto quel che mio padre ha dovuto subire e sta subendo mi fa star male'', e' invece la sua risposta su che cosa l'ha ferita di piu' in questi anni. ''Ma c'e' una cosa, una in particolare - aggiunge - ed e' la distanza siderale fra quello che lui e' e il modo in cui in tanti cercano di dipingerlo. Sui giornali, in tv, in certe aule di Tribunale. Quando vedo personaggi che di Silvio Berlusconi hanno fatto la loro spesso redditizia ossessione descrivere mio padre in un modo che non c'entra nulla, ma proprio nulla con quello che lui e' veramente, sento tutto il peso di un'ingiustizia inaccettabile, ma provo anche una gran rabbia, la rabbia dell'impotenza, perche' da questa ingiustizia e' molto difficile difendersi''. red-fdv

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