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pubblicato il 04/feb/2013 10:33

Caso Ruby: difesa Berlusconi chiede ancora legittimo impedimento

(ASCA) - Milano, 4 feb - La richiesta e' sempre la stessa: accettare il legittimo impedimento dell'imputato Silvio Berlusconi, impegnato in campagna elettorale, e sospendere il processo sul cosiddetto Caso Ruby fino al voto. Gli avvocati Nicolo' Ghedini e Pietro Longo presentano per la terza volta nel giro di un mese una richiesta di legittimo impedimento, legato a un impegno della campagna elettorale, e chiedono di rinviare il processo a una data successiva alle elezioni del 24 e 25 febbraio. Il pm Ilda Boccassini si oppone. E il collegio presieduto da Giulia Turri, che gia' ha bocciato analoghe istanze, si ritira in camera di consiglio per sciogliere il nodo. Questa volta la carta giocata dalla difesa Berlusconi e' un'intervista, in diretta televisiva, che il leader del Pdl dovra' rilasciare questa mattina sugli schermi di La7: ''I palinsesti sono stabiliti dalle emittenti, rinunciare a una presenza in tv significherebbe far saltare gli equilibri della par condicio'', osserva in aula l'avvocato Longo che aggiunge: ''Questi impegni rappresentano momenti essenziali della campagna elettorale e conservano un legittimo impedimento dell'imputato a partecipare a questa udienza''.

Tocca poi a Nicolo' Ghedini ricordare al tribunale che non solo l'imputato Silvio Berlusconi, ma anche i suoi due avvocati fanno parte dei protagonisti della competizione elettorale: ''Oggi anche noi avvocati avevamo un legittimo impedimento, e siamo stati costretti a scegliere tra condurre la campagna elettorale o finire in tribunale''. ''I prossimi giorni che mancano alle elezioni - sottolinea ancora Gherdini - piacerebbe anche a noi condurre la nostra campagna elettorale''. Il legale presenta ai giudici milanesi un programma degli impegni elettorali di Berlusconi ''da tenere riservato - evidenzia - non solo per questioni di sicurezza ma anche per questioni di conoscenza da parte degli avversari politici''.

Contraria il pm Ilda Boccassini, un'intervista in televisione, sostiene la rappresentate della pubblica accusa, non puo' in alcun modo rappresentare un legittimo impedimento, perche' Berlusconi non e' candidato premier e altrimenti questo principio dovrebbe essere applicato a tutti i candidati alle elezioni.

In aula anche il pm dei minori Anna Maria Fiorillo, il magistrato di turno nella notte tra il 27 e 28 maggio 2010, quando Ruby venne fermata dagli agenti della squadra mobile di Milano, scortata in questura e rilasciata soltanto dopo una telefonata di Berlusconi. La sua testimonianza, prevista per questa mattina, e' legata alle decisioni del collegio presieduto da Giulia Turri sulla richiesta dei legali del leader del Pdl.

fcz/cam/bra

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