lunedì 23 gennaio | 12:26
pubblicato il 18/mag/2013 12:36

Caso Ruby: Cicchitto, non c'e' neanche l'ombra di un reato

(ASCA) - Roma, 18 mag - ''Dal processo di Milano e anche da un altro derivato emerge in modo addirittura imbarazzante che le iniziative conviviali di Berlusconi potevano anche essere o meno condivisibili da parte di persone che hanno abitudini come oggi suol dirsi piu' sobrie ma che in esse non c'e' neanche l'ombra di un reato malgrado il gigantesco e costosissimo impianto accusatorio messo in campo con decine e decine di investigatori, 150mila intercettazioni, le piu' succose delle quali subito messe in circolo nel rispetto piu' rigoroso del segreto istruttorio contro il Presidente del Consiglio in carica che aveva un tale potere sugli apparati che ha sempre ignorato di essere l'uomo piu' intercettato e braccato d'Italia fin nelle sue abitazioni allo scopo di spiare dal buco della serratura e dal filo del telefono tutti i particolari della sua vita personale''. Lo ha affermato l'esponente del Pdl Fabrizio Cicchito, in una nota.

''Certamente - ha ricordato Cicchitto - a suo tempo un impianto di questo tipo non e' stato messo in campo ne' nei confronti di Toto' Riina e tantomeno della mafia calabrese stanziata in Lombardia. Questa del tutto straordinaria attivita' investigativa aveva lo scopo di accertare a priori eventuali risvolti penali della vita privata del presidente Berlusconi. Per capirci fino in fondo: prima e' stata costruita l'attivita' investigativa e poi da essa si e' ritenuto di ricavare conseguenze penali. In ogni caso - ha aggiunto - specialmente grazie alla requisitoria assai circostanziata della pm Boccassini, una requisitoria durata 6ore, abbiamo capito in modo definitivo che al di la' dell'odio inestinguibile che la anima nei confronti di Berlusocni e che va perfino al di la' dello stesso uso politico della giustizia che di penale nei confronti dei comportamenti privati di Berlusconi non c'e' nulla al netto di comportamenti che potevano certo esporlo a gossip di vario tipo ma che non hanno nulla a che fare con il codice penale''. E ancora: ''da questo punto di vista l'arringa della dottoressa Boccassini va considerata uno straordinario e definitivo documento difensivo visto che essa non presenta e non esplicita alcuno straccio di prova su nessuno dei reati imputati a Berlusconi, ragion per cui essa rende quasi superflue le arringhe difensive. Cio' detto possiamo misurare fino in fondo l'effetto devastante che l'uso politico della giustizia ad opera di alcuni pubblici ministeri e di alcuni collegi giudicanti puo'esercitare nella vita politica italiana che e' gia' compromessa da tempo per ragioni assai serie a partire dalla gravissima crisi finanziaria in corso, dagli errori commessi dalle forze politiche e dalle tendenze per l'antipolitica che sono motivate da ragioni serie e altre per nulla serie'', ha concluso Cicchitto.

com-brm/sam/ss

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