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pubblicato il 20/nov/2013 16:42

Caso Ligresti: Letta rifiata. Per Epifani governo da oggi piu' debole

(ASCA) - Roma, 20 nov - Enrico Letta l'ha spuntata anche in questa occasione. Come aveva chiesto ieri sera, partecipando alla riunione dei deputati del Pd, ha prevalso la lealta' di tutte le componenti del principale partito di maggioranza nei confronti del governo. I voti a favore della mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, sono stati 154, 405 i contrari. Gli astenuti appena 3. Guglielmo Epifani si dice soddisfatto per la tenuta del Pd dopo le polemiche dei giorni scorsi, pur annotando che ''il governo da oggi e' piu' debole'' per via della prova sostenuta. ''Trovi lei il modo, anche visibile, per consentire a chiunque di poterle fare una telefonata o di accedere a una procedura che metta in discussione la possibilita', da parte di chi non ha voce, di potersi fare ascoltare e avere una risposta ai propri problemi'', ha detto il segretario del Pd in Aula rivolgendosi al Guardasigilli, per sottolineare che non tutto e' chiarito nel caso delle telefonate con alcuni esponenti della famiglia Ligresti.

Epifani puo' avere ragione. Il governo risulta indebolito perche' renziani, cuperliani e civatiani hanno accettato il diktat di Letta (''Se votate contro Cancellieri, votate contro il governo'') piu' per disciplina che per convinzione.

Diversamente la sorte del Guardasigilli sarebbe stata segnata. Pippo Civati ha tenuto a rimarcare in Aula, con un intervento a titolo personale, di non essere convinto del finale della disputa sull'atteggiamento di Cancellieri nei contatti con la famiglia Ligresti: ha ribadito di aver obbedito solo per rispettare la disciplina di partito, le richieste di Letta e del gruppo parlamentare piddino.

Secondo alcune indiscrezioni, lo stesso Letta non sarebbe del tutto soddisfatto del finale della controversia che ha investito uno dei suoi ministri. Se Renzi, Cuperlo e Civati hanno obbedito alla sua indicazione, il premier a sua volta si e' trovato ad assecondare i voleri del Quirinale che in piu' occasioni ha rimarcato stima nei confronti dell'operato di Cancellieri.

Quando si e' appreso che la Procura di Torino non aveva avviato indagini nei confronti del Guardasigilli, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva tenuto a far sapere di apprezzare la chiarezza e il rigore di quella decisione.

E' probabile che Letta pensasse a un altro finale del ''caso Cancellieri''. Avrebbe voluto cogliere l'occasione delle dimissioni volontarie del ministro per avviare quel rimpasto di governo di cui si vocifera da qualche giorno per via delle scissioni del Pdl e di Scelta Civica. La conclusione di oggi rafforza inoltre il ruolo di interdizione di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, in attesa dell'investitura a segretario del Pd ha investito sulla prova di lealta' nei confronti di Letta e del partito. Alla prossima occasione critica per gli equilibri di governo potrebbe dire di aver esaurito pazienza e prove di correttezza.

gar/vlm

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