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pubblicato il 20/nov/2013 08:39

Caso Ligresti: Letta ai deputati Pd, ''non dividiamoci su Cancellieri''

Caso Ligresti: Letta ai deputati Pd, ''non dividiamoci su Cancellieri''

(ASCA) - Roma, 20 nov - ''Saro' molto breve. La sfiducia al ministro Cancellieri sarebbe una sfiducia al governo. So che la pensiamo diversamente ma vi chiedo un atto di responsabilita' come comunita', l'unita' del Pd e' l'unico punto di tenuta del sistema politico italiano''. Questo il passaggio centrale del discorso di Enrico Letta all'assemblea dei deputati del Pd di ieri sera, alla quale ha voluto partecipare di ritorno da Olbia dove era andato a verificare i danni del nubifragio di avantieri e ad assicurare un pronto intervento dell'esecutivo. Il premier fa appello al senso di responsabilita' del gruppo alla Camera del Pd: ''La richiesta di sfiducia contro Annamaria Cancellieri e' un'aggressione politica. E va considerata per quello che e': un atto politico. La risposta deve essere un altrettanto atto politico: un rifiuto''. Letta chiede di evitare nuove divisioni nel Pd con un voto all'interno del gruppo su documenti contrapposti: ''Viviamo un passaggio estremamente complesso che ci portera' a una situazione migliore. E' in questa prospettiva che vivo il mio ruolo di responsabilita' di presidente del Consiglio''. La riunione era stata aperta dal capogruppo Roberto Speranza: ''Siamo di fronte a un passaggio delicato sul piano politico con la mozione di sfiducia del M5S. Per questo abbiamo invitato Letta''. L'assemblea dei deputati piddini, a cui ha partecipato pure Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, si scioglie dopo poco piu' di un'ora. Il segretario Guglielmo Epifani si dice d'accordo con Letta. I candidati alla segreteria nelle primarie dell'8 dicembre accettano di malavoglia il diktat. Dichiara Gianni Cuperlo: ''La mia opinione e' che il ministro dovrebbe dimettersi prima del voto, se pero' Letta ci chiede si essere responsabili dobbiamo esserlo''. Dice Pippo Civati, che rinuncia a presentare una mozione di sfiducia: ''Non sono d'accordo su come e' stata posta la discussione. Sicuramente non si puo' votare la mozione M5S, ma si poteva discutere che fare, anche una sfiducia individuale. Se comunque l'opinione della maggioranza e' questa, mi attengo pur non essendo convinto''. Per i renziani e' l'ex ministro Paolo Gentiloni a prendere posizione: ''Quando il premier dice che c'e' un voto politico sul governo, io ne prendo atto con un certo rammarico, perche' non c'e' il merito della discussione. E' stato inaudito il comportamento del ministro con la famiglia Ligresti, lo scandalo peggiore dopo Parmalat''. Per Gentiloni, l'obiettivo politico resta ''ottenere, dopo avere respinto l'attacco politico, un gesto di responsabilita' da parte del ministro''. Matteo Renzi aveva dichiarato alla vigilia della riunione dei deputati del Pd: ''Se fossi segretario, chiederei di votare la sfiducia alla Cancellieri ma ancora non lo sono. Mantenerla li' e' un errore. Fossi nella Cancellieri mi sarei dimesso, se il premier decide di metterci la faccia lui lo dica al gruppo Pd. Per me sarebbe un errore''. Il vincitore del Congresso piddino tra gli iscritti aveva aggiunto polemicamente: ''L'idea che ci siamo fatti dell'intera vicenda Ligresti e' che la legge non sia uguale per tutti e che se conosci qualcuno di importante te la cavi meglio. E' la Repubblica degli amici degli amici: questo atteggiamento e' insopportabile. Se diventero' segretario del Pd su questo tema vorrei combattere una battaglia culturale. Non e' un problema giudiziario, e' peggio: e' un problema politico''. Smentite le indiscrezioni che davano per certe le dimissioni del guardasigilli nella giornata di ieri per non creare problemi al governo (Cancellieri si sarebbe dichiarata disposta a lasciare il suo incarico solo le fosse stato chiesto dal premier), Letta ha scelto la linea della difesa a oltranza del ministro di Giustizia che ha ricevuto in piu' occasioni la stima del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Resta da verificare se questa scelta finira' per rafforzare, come pensa il premier, o indebolire il governo. Il diktat a difesa del guardasigilli lascera' di sicuro degli strascichi nei rapporti gia' tesi tra le varie componenti del Pd. Questa mattina alle 10,30 alla Camera e' previsto il dibattito sulla mozione di sfiducia del M5S in cui interverra' lo stesso guardasigilli. Alle 12 dovrebbero iniziare le operazioni di voto per appello nominale. Beppe Grillo attacca intanto sul suo blog il Pd: ''Questi sono da ricoverare, meritano un Tso accurato, si credono Machiavelli e sono solo dei politicanti. Il pdmenoelle e' formato da un numero impressionante di cuculi. I due cuculi piu' attivi del pdmenoelle sono Renzi e Civati''. gar/sam/

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