venerdì 20 gennaio | 17:55
pubblicato il 15/nov/2013 17:28

Caso Ligresti: Cancellieri, rifiuto sospetti mio operato ... (1 upd)

+++''Mai mentito ne' a Pm ne' in Parlamento''+++.

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(ASCA) - Roma, 15 nov - ''Rifiuto qulsiasi sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole, come cittadino e come ministro''. Lo scrive in una lettera aperta il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, precisando di ''non aver mai omesso di riferire circostanze rilevanti'' ai Pm, ne' di aver ''mentito al Parlamento il 5 novembre scorso''.

''Viene messa in discussione la mia integrita' morale, il mio onore, la mia fedelta' alle istituzioni'' continua il Guardasigilli che aggiunge: ''Su cosa avrei mentito appare incomprensibile''. E rimarca: ''Nessuna interferenza vi e' stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia''.

Cancellieri ribadisce l'amicizia con Antonino Ligresti, che ''implica una frequentazione fatta anche di conversazioni e di contatti telefonici'' e aggiunge di averlo contattato in quel periodo in quanto medico, per ragioni di salute essendo ''reduce da un recente intervento chirurgico ed anche in seguito per i problemi di salute che sono tuttora visibili e noti''.

Ecco il testo della lettera aperta:.

''Sono di nuovo riportate in modo insistente notizie sul mio comportamento in relazione alle vicende collegate all'arresto di Salvatore Ligresti e dei suoi figli.

Si sostiene che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti o peggio che abbia mentito al Parlamento il 5 novembre scorso.

Si sostiene che abbia riferito circostanze non vere al Pubblico Ministero che mi ha ascoltato il 22 agosto scorso a seguito della intercettazione di una mia conversazione con la compagna di Salvatore Ligresti.

Mi si accusa, in sostanza, di essere venuta meno ai miei doveri di ufficio e di aver addirittura tenuto un comportamento infedele nei confronti delle Camere.

Non e' piu', dunque, solo questione che riguardi l'opportunita' di alcuni miei comportamenti o l'appannamento della mia immagine. Viene, invece, messa in discussione la mia integrita' morale, il mio onore e la mia fedelta' alle Istituzioni.

Sono, dunque, costretta a tornare di nuovo su una storia che ritenevo di aver definitivamente chiarito.

Non ho mai nascosto la mia lunghissima amicizia con Antonino Ligresti. L'ho riferito al Pubblico Ministero che mi ha sentito e l'ho detto in Parlamento lo scorso 5 Novembre.

Un rapporto di amicizia e' tale perche' implica una frequentazione fatta anche di conversazioni e di contatti telefonici.

Ho riferito al P.M. del contenuto delle conversazioni intercorse con Antonino Ligresti che hanno avuto come oggetto lo stato di salute di Giulia Ligresti. Una e' del 19 agosto, l'altra di due giorni dopo, del 21 agosto.

La prima telefonata e' stata fatta da me ma solo a seguito di diversi tentativi fatti da Antonino Ligresti di raggiungermi al telefono. La seconda conversazione e' in risposta ad un ulteriore contatto proveniente da Ligresti.

Di questi due contatti ho riferito puntualmente alla Procura perche' questi erano quelli che avevano ad oggetto i fatti sui quali sono stata sentita. Basta leggere il verbale redatto dalla Procura per verificare la correttezza e la veridicita' delle mie dichiarazioni.

Al contrario, sono stata io a riferire il contenuto dei dialoghi con Antonino Ligresti e a spiegarne il senso. Su cosa avrei mentito appare incomprensibile.

Mio marito ha avuto contatti telefonici con Antonino Ligresti. Questa sarebbe questione che mette in discussione il mio operato. Antonino Ligresti e' nostro amico, lo ribadisco. E' un medico; mi sono rivolta spesso a lui per consigli su problemi di salute miei e dei mie familiari.

L'abbiamo fatto anche in quel periodo - all'epoca dei fatti ero reduce da un recente intervento chirurgico - ed anche in seguito per i problemi di salute che sono tuttora visibili e noti.

Nessuna interferenza vi e' stata rispetto alla vicenda processuale dei Ligresti da parte mia, credo di averlo spiegato in modo chiaro e ripetuto. Ora si ipotizza che l'avrebbe fatto mio marito soltanto perche' si trova in tabulato la traccia di alcune conversazioni.

Rifiuto qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato e sul rispetto delle regole come cittadina e come Ministro''.

njb

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