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pubblicato il 02/nov/2013 17:37

Caso Ligresti: Cancellieri, non mi dimetto. Ho fatto il mio dovere

Caso Ligresti: Cancellieri, non mi dimetto. Ho fatto il mio dovere

(ASCA) - Chianciano Terme, 2 nov - ''Voglio vivere in un paese libero, dove l'onesta' intellettuale e' un patrimonio condiviso, e voglio vivere in un Paese in cui un ministro deve rispettare le leggi ma ha anche il diritto di essere un essere umano''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, a proposito delle polemiche che l'hanno investita dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche che testimoniano del suo interessamento per far ottenere a Giulia Ligresti, all'epoca dei fatti detenuta in carcere nell'ambito dell'inchiesta Fonsai, gli arresti domiciliari. Il ministro, intervenuta al congresso dei radicali a Chianciano Terme, ha sottolineato di aver fatto il suo ''dovere'' intervenendo per Giulia Ligresti, perche' se si fosse uccisa, visto che in carcere rifiutava il cibo, il ministro sarebbe stato ''responsabile''. ''Ho la responsabilita' politica del detenuto - ha rimarcato il ministro -, ho fatto il mio dovere''. Il ministro ha proseguito: ''Vi ricordate il caso di Marco Biagi? Se Giulia Ligresti si fosse uccisa, e io ero al corrente delle sue condizioni, non sarei stata responsabile della sua morte, della morte di una madre con dei bambini?''. Il suo intervento, ha detto ancora, e' stato ''un dovere, un dovere d'ufficio. Dicono: 'ma la Ligresti era un'amica'... E chi se ne frega!. Io ho fatto oltre 100 interventi per persone che ho incontrato nel corso delle mie visite in carcere o i cui familiari si sono rivolti a me. Giulia Ligresti era una persona anoressica in pericolo di vita''. E l'intervento, ha ribadito, e' stato ''solo all'interno del Dap e non con la magistratura''. La Cancellieri ha anche detto di aver parlato della questione con il premier Enrico Letta, ma sui contenuti del colloquio non ha rivelato nulla: ''Chiedete a lui'', si e' limitata a dire. La Cancellieri respinge dunque con fermezza la richiesta di dimissioni arrivate in primis dal Movimento 5 Stelle. ''Dimissioni? Assolutamente no. Si dimette una persona che ha qualcosa da farsi perdonare, la mia coscienza e' a posto''. ''Sono pronta a spiegare - ha aggiunto - e non ho nessuna intenzione di minimizzare ne' di nascondere qualcosa. La magistratura di Torino aveva le intercettazioni, se fossero state rilevanti pensate che non avrebbero fatto niente?''. ''Lo rifarei, certo che lo rifarei'', ha infine detto il ministro della Giustizia ai giornalisti che le chiedevano se tornerebbe ad adoperarsi per la Ligresti. ''Ho la responsabilita' sulle carceri - ha aggiunto a margine del congresso di radicali - e non intendo rinunciarvi''. int/

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