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pubblicato il 08/gen/2014 20:42

Casa: Confedilizia, governo non chiaro su imposte. Partita in parlamento

Casa: Confedilizia, governo non chiaro su imposte. Partita in parlamento

(ASCA) - Roma, 8 gen 2014 - ''La nota di Palazzo Chigi aggiunge confusione a confusione. Le leggi sono fatte di norme e di emendamenti, non di comunicati stampa''. Lo scrive in una nota il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, in merito all'incertezza sulle imposte sulla prima casa su cui ''decidera', comunque, il Parlamento''.

''Proprio questo Governo - argomenta Sforza Fogliani - ci ha dimostrato che anche i documenti intestati alla Presidenza del Consiglio vengono sottoposti a disinvolti voltafaccia come questo esecutivo ha fatto con un comunicato di fine agosto che descriveva una vera service tax, poi invece improvvisamente trasformata, senza darne giustificazione alcuna, in una comoda Imu bis''.

Secondo il presidente di Confedilizia, dunque, ''soprattutto, quando si sapra' che cosa il ministero dell'Economia ha in testa, cio' che si verifichera' quando saranno noti dei testi fatti di norme e non di parole, si vedra' che cosa esattamente ne pensa il Parlamento e che cosa esattamente ne pensano le componenti politiche della maggioranza e dell'opposizione''. ''Facendo strame di ogni buona volonta' e nell'illusione di chiudere in fretta il problema dell'aumento della Tasi - osserva Sforza Fogliani - Governo e Comuni tentano in realta' di sottrarsi al confronto. Aprono, invece, la prospettiva di un vero e proprio referendum su chi intende realmente difendere la proprieta' diffusa, non disdegnando gli stessi di colpire i soliti contribuenti e di lasciare inalterate le agevolazioni di 500 milioni all'anno di cui godono le societa' immobiliari dell'alta finanza e del mondo cooperativo nonche' dei fondi immobiliari, in gran parte bancari. La proprieta' diffusa - prosegue Sforza Fogliani - non puo' certo accontentarsi della maggiore responsabilita' attribuita ai Comuni per il fatto, per quanto e' dato di capire dal comunicato stampa, che non si sia alzato il massimo di quanto si voleva inizialmente fare e, soprattutto, non si sia fissato lo stesso in modo definitivo, ma variabile e deciso dai singoli Comuni. La partita la decidera' comunque il Parlamento e poi, in definitiva, il Paese'', conclude il presidente di Confedilizia.

com-stt/mau

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