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pubblicato il 22/apr/2014 12:00

Card. Parolin: per pace Papa può fare anche gesti sorprendenti

"Onu forte, ma democratica, sarebbe una benedizione per tutti"

Card. Parolin: per pace Papa può fare anche gesti sorprendenti

Città del Vaticano, 22 apr. (askanews) - Papa Francesco "agirà con la parola, intervenendo ogni volta che la pace è minacciata, senza curarsi del rischio di venire strumentalizzato, e soprattutto indicando le cause della violenza e delle guerre. Lo farà testimoniando l'amore alla pace anche con la sua eventuale presenza, magari improvvisata, sui luoghi dei conflitti. Papa Francesco seguirà la propria sensibilità e troverà anche in questo campo i gesti più efficaci e forse sorprendenti (per non dire 'inquietanti' agli occhi di qualcuno, che amerebbe il 'si è sempre fatto così'), per far sentire la sua presenza e la sua sollecitudine per la pace". Lo dice il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, in un'intervista pubblicata nel libro 'I Papi della pace. L'eredità dei santi Roncalli e Wojtyla per Papa Francesco' di Nina Fabrizio e Fausto Gasparroni, riportata sull'Osservatore Romano. Il Papa, aggiunge il segretario di Stato, "parla di perdono e di riconciliazione. Molto dipende anche da quanti soffiano sul fuoco, finanziando e armando le parti in lotta. Spesso lo fanno, purtroppo, in nome di Dio o del proprio credo religioso. In questo noi europei dovremmo ricordarci che per secoli ci siamo comportati allo stesso modo, anche se, per fortuna, non erano a disposizione le armi micidiali di oggi. L'Europa occidentale che ha provocato le due guerre più sanguinose della storia, sembra aver imparato la lezione. Speriamo lo facciano anche altri Paesi più giovani". Quanto al prossimo viaggio di Papa Francesco in Terra Santa, "ogni Papa che si reca in Terrasanta lo fa come 'pellegrino di pace' e non può essere diversamente. Evidentemente il viaggio verrà letto anche in chiave politica e non mancherà chi vorrà utilizzarlo per la propria causa. Ma pur usando tutta la prudenza possibile, non si deve aver paura che un segno di pace venga letto in modo deformato. Non si dice nulla di nuovo affermando che l'interminabile conflitto nella Terrasanta ha creato una situazione di perenne instabilità, non solo nella regione, simbolo di un'incapacità di realizzare una vera pace. Se il viaggio del Papa potesse aggiungere un tassello alla costruzione di questa pace, sarebbe già valsa la pena di recarsi in quella regione martoriata. Il nome di Gerusalemme significa "città della pace". Purtroppo sembra essere diventata il simbolo di conflitti e di una guerra senza fine". Su altro argomento, Parolin afferma che "l'Onu è un organismo benemerito e, nonostante i suoi limiti, è meglio che ci sia piuttosto che non ci sia". Ma, conclude il porporato, "avrebbe ormai bisogno di una riforma, da più parti invocata, ma non facile da realizzare. Il mondo è molto cambiato da quando venne creata alla fine della seconda guerra mondiale. Non è facile darle un potere effettivo per poter mantenere la pace (la sua missione fondamentale!), senza che il potere sia di fatto soltanto nelle mani di alcuni Paesi. Una vera Onu forte, ma democratica, sarebbe una benedizione per tutti".

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