domenica 26 febbraio | 02:59
pubblicato il 19/ago/2014 15:27

Card. Filoni: non siamo a favore guerre ma evitare genocidi Iraq

"Se non interveniamo poi rimorso di coscienza" (ASCA) - Citta' del Vaticano, 19 ago 2014 - "Ora, davanti a una situazione cosi' precaria - e vorrei dire anche cosi' dura - io credo che qui non si tratti di guerra: noi non possiamo mai essere a favore delle guerre, pero' ci sono delle conflittualita' dove i piu' poveri - pensiamo che i nostri cristiani non avevano armi, gli yazidi non avevano armi - sono stati sottratti alle loro terre, violentati nella loro dignita', rubati dalle loro famiglie". Cosi' il cardinale Fernando Filoni, inviato del Papa in Iraq, ai microfoni di Radio vaticana nell'ultimo giorno della sua missione. "Possiamo rimanere indifferenti? Ecco allora che si tratta di diritti che devono essere difesi da ogni persona di buona volonta'. Ognuno lo deve fare secondo le proprie capacita'. Il Santo Padre lo fa con tutta la sua capacita' spirituale e morale", afferma il prefetto di Propagand fide dopo le parole pronunciate ieri dal Papa. "Ognuno poi a livello civile, a livello sociale, a livello di responsabilita' deve poi anche tirare la sua parte. Nel contesto che non si fa una guerra, ma che il diritto dei popoli va salvaguardato. Se noi non interveniamo, poi avremo il genocidi e magari dopo qualche settimana avremo un rimorso di coscienza, come purtroppo e' avvenuto nel passato in alcune situazioni drammatiche dell'Africa, per non dire anche precedentemente e che ancora oggi si ripetono in alcune situazioni ancora dell'Africa. Non pensiamo che, per esempio, la situazione drammatica delle circa 450 bambine rubate alla loro casa sia un fatto concluso. Questi sono aspetti sui quali io credo che qualsiasi persona potrebbe pensare: 'Quella bambina, quella giovinetta potrebbe essere mia sorella, una della mia famiglia... Potrei io essere indifferente? Non farei di tutto per liberarla?'".

"La questione qui in Iraq non e' solo una tragedia per il popolo iracheno, per i nostri cristiani o per gli yazidi, ma e' qualcosa che riguarda tutti gli uomini che hanno a cuore l'umanita'", afferma ancora il porporato pugliese. "Piccole o grandi minoranze, fedi diverse e religioni diverse: non c'e' per nessuno un modo di pensare diverso che tutti siamo accumunati in questa stessa dignita' umana, che deve essere salvaguardata, difesa e incrementata.

Ska

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