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pubblicato il 01/ago/2013 12:00

Carceri/ Torna la custodia per stalking e finanziamento illecito

Atteso per lunedì voto finale Camera, non esclusa fiducia governo

Carceri/ Torna la custodia per stalking e finanziamento illecito

Roma, 1 ago. (askanews) - Torna la custodia cautelare in carcere per i reati di stalking e per il finanziamento illecito ai partiti, ma per quest'ultimo solo se il giudice lo riterrà necessario. E' quanto prevedono gli emendamenti del Pd approvati in commissione Giustizia alla Camera al decreto carceri. Modifiche che hanno ottenuto un consenso unanime, anche se sul finanziamento illecito il Pdl si è astenuto. Dopo le polemiche suscitate dalle novità introdotte al Senato con l'innalzamento da 4 a 5 anni per i reati per i quali era prevista la custodia cautelare che escludeva il reato di stalking sono stati presentati gli emendamenti in commissione Giustizia alla Camera. Così da un lato è stato innalzata da 4 a 5 anni la pena per questo tipo di reato e dall'altro è stata prevista una deroga che permette al giudice in caso di rischio di fuga o inquinamento delle prove di dare la custodia cautelare in carcere anche a chi ha commesso il reato di finanziamento illecito verso i partiti. E' stata inoltre ridata la possibilità di usufruire della custodia cautelare ai domiciliari anche ai recidivi, sempre per reati fino a 4 anni, come prevedeva il testo del governo proposto dal ministro Cancellieri che mira ad alleviare il sovraffollamento delle carceri. Soddisfatto il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini: "Ci siamo battuti per salvaguardare l'impegno contro il sovraffollamento carcerario - ha detto - e perchè tornasse la custodia cautelare per i reati di stalking e finanziamento illecito ai partiti". Concluso l'esame degli emendamenti la commissione attende i pareri delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali per affidare, nel pomeriggio, il mandato al relatore, la presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti. Il decreto approderà in Aula da domani per la discussione generale e lunedì per il voto. Non è escluso che il governo ponga la questione di fiducia contro l'ostruzionismo di parte delle opposizioni per ottenere una rapida approvazione del provvedimento che dovrà tornare al Senato per il via libera definitivo.

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