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pubblicato il 02/apr/2014 11:19

Carceri: Senato approva ddl su misure cautelari, ora torna a Camera

Carceri: Senato approva ddl su misure cautelari, ora torna a Camera

(ASCA)- Roma, 2 apr 2014 - Con 208 voti a favore, 12 contro e un'astensione il Senato ha approvato con modifiche il ddl che modifica la disciplina sulle misure cautelari personali. Il provvedimento torna ora alla Camera per il si' definitivo.

Scopo del provvedimento e' ridurre il sovraffollamento carcerario e limitare l'ambito applicativo della custodia cautelare. Gli articoli da 1 a 3 prevedono che il giudice non possa desumere esclusivamente dalla gravita' del reato le situazioni di concreto e attuale pericolo. Inoltre, la misura della custodia cautelare non puo' essere applicata se il giudice ritiene che, all'esito conclusivo del giudizio, possa essere sospesa la pena. L'articolo 4 introduce il principio di residualita' secondo cui la custodia cautelare in carcere puo' essere irrorata quando altre misure coercitive o interdittive risultino inadeguate.

L'articolo 5 salvaguarda, per i reati piu' gravi, l'impostazione che riconduce l'applicabilita' della misura cautelare all'astratta esigenza di far fronte al pericolo di fuga, all'inquinamento delle prove e alla reiterazione del reato. Per tutti gli altri reati, si prevede che, nel disporre la custodia cautelare in carcere, il giudice deve indicare le specifiche ragioni per cui ritiene inidonea, nel caso concreto, la misura degli arresti domiciliari. L'articolo 6 prevede che, in caso di trasgressione delle prescrizioni relative agli arresti domiciliari, il giudice dispone la revoca della misura.

L'articolo 9 introduce la facolta' di applicare congiuntamente misure coercitive diverse dalla custodia cautelare in carcere. L'articolo 11 introduce modifiche al codice penale anche al fine di risolvere alcune controversie applicative circa il procedimento di riesame delle ordinanze che dispongono l'irrogazione di una misura coercitiva.

L'articolo 13 prevede il potere del giudice di decidere, entro dieci giorni dalla ricezione degli atti, l'ordinanza che ha disposto o confermato la misura coercitiva, qualora essa sia stata annullata con rinvio su ricorso dell'imputato.

njb

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